domenica 3 gennaio 2010

MOON (G.B., 2009) di Duncan Jones


Lo ammetto, anch'io ero prevenuto: un film di fantascienza girato dal figlio di David Bowie (ehm...) : c'erano tutti i presupposti per assistere a qualcosa di inguardabile e invece... ecco la sorpresa! Moon è un signor film, accattivante, nostalgico e complesso allo stesso momento. Certo, viene facile col senno di poi ammettere che "non poteva essere che così" (scherzo!) considerata la genialità di famiglia, ma vi assicuro che in questo piccolo film indipendente e girato con pochissimi mezzi troverete una tale vastità di argomenti e spunti di riflessione che una sola visione non vi basterà. Garantito.

Moon è un film di fantascienza che rievoca i tempi "eroici" del genere, vale a dire qualli degli anni '60-'70, dove con pochissimi effetti speciali, scenografie minimali e una buone dose di inventiva e immaginazione si costruivano pellicole "concettuali" e riflessive, che portavano a stupire lo spettatore non con mirabilanti effetti visivi, ma con la qualità e la complessità del ragionamento. E trovare nel cinema di oggi, ormai "drogato" di velocità e azione, una pellicola che obbliga a soffermarsi e far ragionare chi la guarda, è davvero un piccolo miracolo, oltre che un ottimo motivo per vederla.
La storia è quella di Sam, astronauta che da tre anni vive in completa solitudine in una stazione spaziale ubicata sul suolo del nostro amato satellite. Il suo unico compagno è il super-evoluto computer Gerty, che parla con voce umana ed esprime le proprie emozioni con le "emoticons" disegnate sul video. Sam vive con comprensibile ansia ed emozione gli ultimi quindici giorni sulla base, in attesa del sospirato ritorno a casa. Eppure, quando ormai tutto sembra pronto, ecco che accade qualcosa di strano... dire di più sulla trama del film sarebbe un vero delitto, vi basti sapere che lo spunto di Moon è un tema assai caro ai cultori della sci-fi: il rapporto tra l'uomo e le macchine "evolute", l'angosciosa contrapposizione della solitudine dell'essere umano con la società iper-tecnologica ma asettica che non lascia spazio alle emozioni e ai sentimenti.

Moon è un film splendidamente classico, che non ha paura di citare pellicole ben più importanti e storiche del genere: dalla più ovvia, 2001: odissea nello spazio (Gerty non è che la versione aggiornata di HAL), passando per 2022: i sopravvissuti (il tema della fame e delle "coltivazioni" su larga scala, messaggio "ecologista" del film), fino... beh, alla pellicola che dà il titolo a questo blog! In Moon si può trovare molto di Solaris, non fosse altro che per l'atavico terrore dell'uomo a confrontarsi con il proprio inconscio, a sublimare dentro di sè le proprie paure, a cercare un punto di contatto con se stessi prima che con quello che c'è "fuori".


Voto: ****

3 commenti:

  1. oltre a quello che hai citato,io ci ho trovato anche molto Spazio 1999 e la sequenza con la scoperta della stanza nascosta mi ha riportato alla mente l'ultima sequenza di The prestige.Comunque un belissimo film.

    RispondiElimina
  2. Io sto ancora cercando di capire perché questo film è stato distribuito in modo così ignobilmente poco oculato… solo in nove/dieci sale in tutta Italia, mi è stato riferito. Tanto che io per vederlo (in Emilia Romagna non è uscito da nessuna parte) sono dovuta ricorrere alla rete (cosa che giustamente Kelvin stigmatizza, :-)). Tra l’altro non contiene in sé nessun elemento che ne possa farne un film noioso o poco appetibile ai più. Anzi, sicuramente aveva (e ha) tutte le carte in regola per poter essere un buon successo. Da qualche parte ho letto che ci sarà probabilmente un sequel… Speriamo che almeno in quell’occasione, si possa rivedere sul grande schermo e sull’intero territorio nazionale anche questa bella opera prima.
    (Estonia)

    RispondiElimina
  3. Nel 1968 "2001:Odissea nello spazio" fu il secondo incasso della stagione cinematografica, oggi una cosa del genere sarebbe addrittura impensabile: purtroppo viviamo in una società dove la cultura del "tutto e subito" è preponderante... la nostra epoca è caratterizzata dalla velocità, facciamo tutto di fretta, senza approfondire e senza riflettere. Corriamo sempre: per andare a lavoro, per attraversare la strada, per accompagnare i figli a scuola. Oggi nessuno ragiona più, e anche il cinema risente di questo: un ragazzino che va a vedere "Moon" si annoierebbe a morte perchè lo troverebbe un mattone colossale, direbbe che è "lento". E così anche un adulto, che non è proprio più capace di ragionare davanti a una pellicola, porsi delle domande. Io non sono contrario "a prescindere" allo scaricare film dalla rete: lo trovo giusto farlo se l'alternativa deve essere non vederlo... sono però contrario allo streaming come forma principale di fruizione del cinema. Nessuno insegna più la "cultura" del vedere il film in sala, nel luogo più appropriato: questo dipende molto, come dicevo prima, da una società ignorante e arrogante che diseduca le persone. E sono (purtroppo) i film intelligenti come "Moon" a farne le spese.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...