domenica 2 ottobre 2011

DRIVE (USA, 2011) di Nicolas Winding Refn

Certe volte Hollywood fa bene ai registi europei... di solito è il contrario, ma nel caso di Nicolas Winding Refn è una piacevole eccezione. Avevamo lasciato il regista danese (ma cresciuto a New York) alla Mostra di Venezia di due anni fa col cupo e noiosissimo Valhalla Rising, una specie di fantasy-horror girato tra le brume scozzesi, passato in silenzio fra gli sbadigli dei presenti, e lo ritroviamo invece a Cannes con una produzione americana che, è bene dirlo subito, lascia stupefatti per ambientazione e coinvolgimento.

Mai sottovalutare le conseguenze dell'amore, diceva qualche anno fa Titta de Girolamo, alias Toni Servillo, nell'omonimo film di Sorrentino. E la stessa regola vige anche oltreoceano: se ne accorgerà, a sue spese, il giovane e silenzioso protagonista di Drive, un ragazzo taciturno e senza nome che metterà a repentaglio la sua vita fatta di espedienti per mettere in salvo la bella e ingenua vicina di casa (di cui si è invaghito profondamente) cacciatasi in un bel guaio a causa del marito scapestrato.

Ryan Gosling
Drive è fondamentalmente un noir romantico, che si ispira neanche troppo di nascosto ai grandi classici del passato: le solitarie corse in macchina del protagonista, spinto da un'irrefrenabile sete di vendetta e giustizia (due cose che non stanno proprio bene insieme) non possono non ricordarci il DeNiro di Taxi Driver. Allo stesso modo la fascinosa ambientazione notturna, in una Los Angeles per niente 'angelica', evoca in maniera fin troppo evidente la cinematografia di Michael Mann a cui, ne siamo sicuri, questo film sarà piaciuto parecchio. La bellezza di Drive, infatti, esattamente come nei film di Mann, non sta tanto nella trama (abbastanza prevedibile) quanto nella confezione 'deluxe' e nella capacità dei personaggi di emozionare lo spettatore con la loro presenza, la loro fisicità e il loro lato umano.

Ryan Gosling e Nicolas Wending Refn
Certe volte non occorre infatti una sceneggiatura di ferro per scaldare i cuori di chi guarda. E' sufficiente un cast coi fiocchi con attori in stato di grazia: Ryan Gosling è clamorosamente bravo nel ruolo del protagonista solitario, eroe inconsapevole, delinquentello di professione e killer per amore... quell'amore che sconvolgerà la propria vita e lo obbligherà a cacciarsi in una situazione più grande di lui, che inevitabilmente gli sfuggirà di mano. Gosling (che ha voluto a tutti i costi la parte) pur parlando pochissimo riesce con il proprio sguardo e il proprio corpo a costruire un personaggio affascinante, disperato, disilluso, di cui è davvero facile 'innamorarsi' (e, scommetto, per le donne in senso non solo 'figurato'). Carey Mulligan, allo stesso modo, è semplicemente perfetta nell'impersonare una giovane donna fragile, tenera e provata da una vita che non ha scelto.

Carey Mulligan
E poi, ovviamente, diamo anche al regista i propri meriti: Drive è stato premiato a Cannes proprio per la regia, e dobbiamo dire che certe sequenze lasciano stupefatti per la capacità di Winding Refn di 'saltare' da una situazione all'altra con virtuosismi di macchina degni... proprio del miglior Michael Mann (ebbene sì, ancora!). Basti pensare, ad esempio, alla sequenza dell'ascensore (da togliere il fiato per suspance e 'disagio' emotivo), oppure al folgorante incipit che fa da preludio alla storia vera e propria (i titoli di testa arrivano solo dopo dieci minuti). Ma, fondamentalmente, la bellezza di Drive sta nella messinscena generale, in grado di far percepire allo spettatore, fin dall'inizio, l'atmosfera malinconica e catartica del film. In tutto questo un ruolo fondamentale è dovuto alla partitura musicale di Cliff Martinez, che miscela con grande disinvoltura ed effetto suggestioni musicali stile anni 70-80, davvero riuscitissime.

VOTO: ****

5 commenti:

  1. è proprio il film del momento. domani ne parlerà napoleone da noi, ottimo anche il suo giudizio.

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  2. Beh, difficile non essere d'accordo. Leggerò la recensione!!

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  3. d'accordo anch'io, per quello che è ormai ufficialmente il drive day!

    pure io avevo trovato valhalla noiosissimo, ma evidentemente a refn bastava solo cambiare aria per trovare il film giusto
    (in effetti ha qualcosa delle conseguenze dell'amore...)

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  4. Peccato che non ti sia piaciuto Valhalla Rising, io l'ho trovato un capolavoro immenso pari ad Aguirre furore di Dio.
    Dico che mi dispiace perchè ho letto molte delle tue recensioni e sono quasi sempre d'accordo con le tue opinioni/recensioni.

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  5. Ciao Sku, piacere della 'visita' ! Che dirti... io ho visto 'Valhalla Rising' proprio a Venezia, in sala, e devo dirti che molti spettatori hanno abbandonato la sala ben prima della fine (una platea, sottolineo, di appassionati e addetti ai lavori). Io non lo faccio mai, però ricordo che fu faticosissimo arrivare fino alla fine con la palpebra aperta :-D

    Però devo dire anche che quei pochi che rimasero fino alla fine affermarono che si trattava di un capolavoro. A me è piaciuto per le atmosfere cupe e angosciose e per l'ambientazione, però l'ho trovato veramente di una lentezza (quasi) insostenibile.

    Vedi? La bellezza del cinema sta anche nella varietà di opinioni.
    E ti ringrazio davvero per essere interessato al mio blog: continua, se vuoi, a seguirmi e esprimi pure le tue opinioni. A me fa solo piacere.
    Ciao!

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