sabato 24 dicembre 2011

LE CITAZIONI DI 'THE ARTIST', OMAGGIO AL CINEMA

Quando le citazioni sono davvero tali, e non pure e semplici 'scopazzature', è sempre un piacere 'riconoscerle' e commentarle. The Artist è pieno di sinceri omaggi al cinema del passato, una vera gioia per gli occhi e un paradiso per cinefili. Ma non è affatto citazionismo di maniera, piuttosto un'appassionata e convinta dichiarazione d'amore verso la Settima Arte e la magìa che essa sprigiona, in qualunque epoca e con qualunque mezzo.


CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (di Stanley Donen, 1952)
La citazione più evidente, alla quale si ispira tutto il film, oltre che alla vicenda personale di Charlie Chaplin.  Il passaggio dal cinema muto a quello sonoro visto come la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova storia, in cui bisogna farsi trovare preparati, pena l'oblìo. Il tip-tap finale tra Dujardin e la Bejo strappa l'applauso.



VIALE DEL TRAMONTO (di Billy Wilder, 1950)
La 'prigione dorata' in cui si rinchiude Valentin, ormai abbandonato da tutti e soffocato dai debiti, non può non ricordarci la Norma Desmond del celebre film di Wilder. La fugacità della gloria e l'orgoglio della vecchia star in declino sono i punti salienti della pellicola.

GIORNI PERDUTI (di Billy Wilder, 1945)
La perdita della fama, della gloria, della ribalta. La discesa agli inferi, la povertà, il tunnel cieco dell'alcolismo. E poi la risalita, favorita dall'ostinato amore di una donna. Impossibile non tornare indietro con la mente a questo film, sempre del grande Wilder.


VIA COL VENTO (di Victor Fleming, 1939)
Il personaggio di George Valentin, mirabilmente interpretato da Jean Dujardin, è chiaramente ispirato alla figura di Clark Gable: non solo per i 'baffetti' e la corporatura, ma anche per presenza scenica e magnetismo, oltre che per la capacità di 'reggere il palcoscenico' con fisicità e movenze, esattamente come i grandi divi del muto (e qui potremmo citare anche Rodolfo Valentino - il cognome del personaggio non è certo casuale - ed Errol Flynn...)


E' NATA UNA STELLA (di William A. Wellman, 1937)
Per una star in declino, eccone una in folle ascesa. Specchio dei tempi e del vorticoso mondo dello spettacolo. Bérénice Bejo dà vita al bellissimo ritratto di Peppy Miller, volto fresco, genuino, seducente, catapultata (NON inconsapevolmente) alla ribalta hollywoodiana. Se la caverà alla grande.



UMBERTO D (di Vittorio de Sica, 1952)
Ci piace pensare che il cagnolino che salva la vita a Valentin debba più di qualcosa a questo celebre film del neo-realismo italiano. Così come pensiamo che Michel Hazanavicius, il regista di The Artist, abbia voluto rendere un esplicito omaggio ad un cinema che ha fatto scuola.




QUARTO POTERE (di Orson Welles, 1941)
L'ormai famosa 'scena della colazione' è l'omaggio più 'ardito' e raffinato di The Artist. Ma non è un peccato di lesa maestà omaggiare il 'film dei film', se la citazione è esplicita e circostanziata. Crediamo che sarebbe piaciuta anche al grande Orson. Anzi, ne siamo sicuri.

8 commenti:

  1. Bella questa rassegna di citazioni. E' bello riconoscerle ma, secondo me, sono talmente connaturate al film che anche senza riconoscerle la visione della pellicola rimane godibilissima. :-)
    Vale

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  2. mooolto interessante. la figura dell'artista in declino ricorda anche Dinner at 8 di Cukor...
    Katinkawonka

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  3. Ottimo spunto, Katinka! Questo film è pieno di 'citazioni' nascoste: un vero paradiso per cinefili! Questo post è a disposizione di chi vuole cimentarsi nel 'giochino' ;-)

    Anche se comunque è verissimo quello che dice Vale/Liquida: godetevi prima il film... non dovete rinunciare al piacere della visione solo per riconoscere le citazioni. Sarebbe un peccato!

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  4. C'è anche un evidente omaggio a Douglas Fairbanks e al cinema d'avventura (vedi le scene alla Tre Moschettieri e Zorro). Lui, lei è il cagnolino sono chiaramente una citazione della serie "Nick e Nora" (L'Uomo Ombra).
    Film non solo da vedere, ma da rivedere all'infinito. Più che un omaggio, una dichiarazione d'amore per il cinema.
    Marino M.

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  5. Vorrei aggiungere 'Luci della ribalta' del già citato Chaplin, e l'omaggio a 'C'era una volta in America' (sottolineato anche da passaggi musicali 'alla Morricone' del tema) nella scena in cui Miller è seduta in macchina, malinconica, mentre vede Valentin uscire un po' spaesato dall'asta di tutti i suoi beni. Giuliano

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    Risposte
    1. Grazie mille per aver "ripescato" un post così vecchio (non mi ero nemmeno accorto subito del commento!): mi fa davvero piacere vedere che ci sono persone che seguono così attentamente questo piccolo sito... che dirti? E' un film così evocativo che ognuno può citare e vederci tantissimo: e i film che citi sono due capolavori. Grazie ancora!

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    2. Grazie a te per questo spazio raccolto, protetto, una sorta di "isola felice"! Giuliano

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