sabato 8 dicembre 2012

MOONRISE KINGDOM

(id.)
di Wes Anderson (USA, 2012)
con Jared Gilman, Kara Hayward, Edward Norton, Bruce Willis, Tilda Swinton, Bill Murray, Frances McDormand, Bob Balaban.
VOTO: ***/5

'Il 'solito' Anderson'. Questo era il commento ricorrente dei (pochi) spettatori in sala alla fine del film. Qualcuno lo diceva col sorriso negli occhi, qualcun altro con le palpebre abbassate mentre si stiracchiava prima di alzarsi dalla sedia... Ergo: il fatto di avere uno stile e un modo personalissimo di fare cinema, come Wes Anderson indubbiamente ha, è un bene o un male? Il fatto, cioè, che i suoi film siano assolutamente riconoscibili fin dal... manifesto, è una qualità o un difetto?

La risposta potrebbe sembrare scontata: 'Avercene - diremmo - di registi dallo sguardo così disincantato e non 'omologati''. Verissimo. E anche quest'ultimo Moonrise Kingdom non fa eccezione: è un film di Anderson al 100%, che come tutte le altre sue pellicole richiede allo spettatore di 'abbandonarsi' completamente e liberare la propria fantasia, pena la noia. Il problema è che anche gli spettatori cambiano: cambiano a causa dell'età, degli stati d'animo, di momenti e scelte particolari cui la vita ti mette davanti. Ed ecco che allora quello stesso film, che in altri momenti ti sarebbe piaciuto fino alle lacrime, stavolta ti lascia abbastanza indifferente. Non ti coinvolge.

Jared Gilman e Kara Hayward, i due bravissimi protagonisti
E' esattamente quello che è accaduto a me: Moonrise Kingdom: in questo momento della mia vita, non mi ha entusiasmato. Sarà che la mia mente 'da bancario' (quale sono) non mi aiuta nei voli pindarici, ma ho trovato questo film molto autoreferenziale e abbastanza scontato. Non brutto, intendiamoci, anzi in certi momenti è una vera gioia per gli occhi e per il cuore. Però sì... questa volta dico anch'io 'il solito Anderson' con una certa indifferenza, tipica di chi si avvicina a un prodotto trovando esattamente quello che si aspetta di trovare. Ma magari alla maggior parte degli spettatori Anderson piace proprio per questo: e allora... va bene così! E certamente se vi sono piaciuti I Tenenbaum, Mr. Fox e Il treno per il Darjeeling, anche questo non vi dispiacerà.

Bill Murray, Frances McDormand, Ed Norton, Bruce Willis
Moonrise Kingdom si svolge nella metà degli anni '60 (è forse il primo film di Anderson che ha una collocazione temporale ben definita) in una bellissima isoletta dell'Atlantico, incontaminata e abitata da pochissime persone, perlopiù bigotte e conformiste, assolutamente impreparate ad affrontare le terribili 'tempeste' che si stanno per abbattere sulle loro vite: una molto concreta, rappresentata da un tifone che si accinge minacciosamente a spazzare via le fragili casette di legno; l'altra simbolica, ovvero la rivoluzione culturale che sarebbe deflagrata col '68. In questo contesto, due dodicenni complessati e taciturni decidono di scappare di casa per cercare un briciolo di felicità: la loro mèta è una piccola caletta sconosciuta e senza nome, una specie di 'posto delle fragole' che ribattezzeranno poeticamente 'Il regno della Luna Nascente'.

Tilda Swinton
Lui è un boy-scout orfano, timidissimo e odiato dai compagni, nonchè dai genitori adottivi. Lei una coetanea musona e depressa, 'schiava' della propria famiglia e che si porta sempre dietro un binocolo per 'vedere il mondo più da vicino': la loro fuga sarà breve, ma sufficiente a scatenare il panico nella piccola comunità, incapace di comprendere i loro sentimenti e le avvisaglie di un mondo che cambia. L'amore è difficile a tutte le età, sembra dirci il regista, ma i sentimenti vanno sempre rispettati. Anche a dodici anni. Anche se sembri un ciuffo di paglia in mezzo alle onde impazzite di una tempesta...

Il film è carino, moderatamente ruffiano, abbastanza compiaciuto: Anderson cita se stesso e si ripete consapevolmente, ma stavolta il suo elogio dei 'diversi' e di un mondo 'salvato' dall'innocenza è piuttosto prevedibile e finisce per avvicinarsi un po' troppo dalle parti di Tim Burton... Tutto già visto, insomma, anche se le ottime prove dei due giovani attori debuttanti e di tutto il resto del cast ne fanno comunque un discreto prodotto da sfruttare come alternativa all'invasione di film natalizi e smielati di queste settimane. Ma non aspettatevi il capolavoro.

17 commenti:

  1. Bellissima recensione. Molto consapevole. È vero, in certi particolari momenti della vita un film che ci avrebbe toccato, commosso ed emozionato può benissimo lasciarci indifferenti. Ammetterlo non è mai così semplice ;)

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    1. Forse... semplicemente sto invecchiando! ;-) comunque grazie!

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    2. Caro Sauro...male, molto male!!! ;-) Non dire che stai invecchiando, secondo me merita una seconda visione questo film. E' vero, registi come questi, o li ami o non ti dicono nulla, odiarlo credo sia difficile. La magia per me sta proprio in questo delicato passo che lo spettatore compie guardando Moonrise Kingdom. Ritrovarsi in sala ad assaporare le emozioni semplici, lo spirito fanciullesco e ingenuo del'avventura, i disagi anche giovanili, l'emarginazione ed è vero il piccolo rimando a Burton. Ma non vedo poi molto dello stesso Burton nel cinema di Anderson, strano a dirsi considerato che io veda Burton ovunque!!! =) La sequenza dei bambini sull'isola, mentre Suzi legge loro uno dei suoi libri è stata una delle mie preferite. Per un attimo ho creduto di ritornare sull'isola che non c'è, in mezzo ai bambini sperduti alle prese con le loro piccole, prime emozioni...bellissimo.

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    3. Ciao Vale! Non è questione di vederlo una seconda volta... non c'è molto da capire in questo film: che, come ripeto, NON è assolutamente brutto, anzi! Magari ce ne fossero di più di film così carini e delicati. Non è questo il punto, così come nessuno 'odia' Anderson, ci mancherebbe!
      Il fatto è che un film COME QUESTO, per uno che conosce il cinema di Anderson, non ti sorprende! Tutto qui. Lo apprezzi, magari ti piace anche, ma non riesco a gridare al capolavoro verso un film che ti regala esclusivamente quello che ti aspetti. E' una pellicola dolcissima ma molto prevedibile.
      Riguardo poi alle somiglianze 'burtoniane' io mi riferivo in particolare all'elogio dei 'diversi', di coloro che sono troppo sensibili e troppo intelligenti per trovare un posto nel mondo. E i due ragazzini protagonisti secondo me sono piaciuti tantissimo al 'vecchio' Tim...

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  2. Puro stile Anderson, ma per è un complimento! Non è ancora uno di quei registi che sfornano un film all'anno, quindi si può permettere di essere così gigione :)

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    1. Certo, lo è anche per me! Però, come dire, noto in quest'ultimo film un certo compiacimento... per adesso è un peccato veniale, ma indubbiamente non mi ha 'preso' come i film precedenti. Bellino a vedersi, ma le emozioni sono un po' sacrificate...

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  3. Pensa che io ero partito da un punto di vista simile quando l'ho visto, e poi scrivendone e riflettendoci ne sono rimasto entusiasta! :)

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    1. Ottimo! Solo gli ottusi non cambiano mai idea :)

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  4. ...mi sa che sono tra quelli che vanno a vedere un film di Anderson per ritrovarlo, per rivedere un amico :) Anche se non mi ha coinvolto da subito, alla fine mi ha catturata...Penso però che resti un pò in superficie, a differenza di altri film di Wes in cui il personaggio "raddoppia", fino a poterlo "vedere", fino a raggiungere un "tutto tondo" realistico e umanissimo...la sola cosa che forse mancava un pò ai protagonisti di questo film, e magari non ad altri personaggi "secondari" (Edward Norton o Bruce Willis). Sì, ammetto che stavolta è sembrato anche a me un pò più "stile Anderson" che "Anderson"...ma la gioia per gli occhi c'è stata, e anche un pochino per il cuore :)
    Un abbraccione Saurin!
    r

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    1. Ero sicuro che ti sarebbe piaciuto :-) però sono contento che anche tu hai un pochino i miei stessi dubbi. Anch'io andrò sempre a vedere i film di Anderson, proprio perchè è davvero bello ritrovare un 'vecchio amico'. Il rischio però è che anche lui si stia 'burtonizzando', cioè cominci a girare un po' su se stesso, propinandoci ogni volta la stessa minestrina. Che, per quanto buona, dopo un po' viene a noia...

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    2. E comunque, cara anonima :) il tuo cuoricino è così grande che ci sarà sempre posto per la gioia! Un abbraccio anche a te!

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  5. per me invece è il suo capolavoro.
    più che il solito wes anderson, un wes anderson all'ennesima potenza!

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  6. Guarda, se fosse il primo film di Anderson che vedo in vita mia probabilmente ne sarei rimasto affascinato pure io. Ripeto, sulla qualità dell'operazione non nutro dubbi. Probabilmente sono io che mi sono un po' disaffezionato a questo regista, forse perchè come ho scritto nella recensione in questo film ci trovi esattamente ciò che ti aspetti. Diciamo che non riesce più a 'sorprendermi'. Ma forse è un problema mio...

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  7. Wes Anderson spacca davvero, non sbaglia un colpo ultimamente..

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  8. Me ne sono subito innamorata. Quest'isola che non c'è disegnata da due fanciulli innamorati e alla ricerca della propria libertà, dell'avventura della loro vita. Una surreale fiaba dai color pastello che non può lasciare indifferenti anche i meno avvezzi alla poetica Anderson(iana)...capolavoro, DA VEDERE!!! ;-)

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    1. A parte la parola 'capolavoro', tutto sommato sono d'accordo! :-)

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  9. Sono d'accordo con anonymous sopra: andare a vedere un film di Anderson è come andare a cena con un vecchio amico: sai sempre quello che trovi, ma è così bello che non ci puoi rinunciare!! :-D

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