sabato 13 luglio 2013

HOLY MOTORS


(id.)
di Leos Carax (Francia, 2012)
con Denis Levant, Edith Scob, Michel Piccoli, Eva Mendes, Kylie Minogue
VOTO: ****/5

Un sogno lungo un giorno. Oppure un incubo, a seconda di come lo si guarda. Ventiquattr' ore in compagnia di Oscar, un tizio che si sposta per le strade di Parigi in limousine scendendo ogni volta di macchina per interpretare un personaggio diverso: un mendicante, un attore, un vagabondo, un padre di famiglia, un killer... dieci cambi di scena per dieci facce della nostra mondana quotidianità, tenute insieme dalla sua fedele assistente, la bionda Céline, unico punto di riferimento per lo spettatore in un film che, fin dall'incipit, vorrebbe convincerci che il cinema è come l'abbraccio di una mantide: bellissimo ma terribilmente pericoloso,       perchè ci distoglie dalla realtà facendoci dimenticare quello che siamo.


La prima sequenza (che da sola vale il prezzo del biglietto) ci mostra infatti una sala cinematografica piena di gente che viene inquadrata frontalmente, come se fossimo noi stessi spettatori a guardarci allo specchio: peccato che siano tutti rigidi come manichini, ad occhi chiusi, narcotizzati. E allora è lo stesso regista che, sbucando da una stanza la cui carta da parati raffigura una cupa selva di alberi, si ritrova proprio dentro a quel cinema e sguinzaglia tra le poltrone un cane gigantesco, sperando di risvegliare (in senso effettivo e figurato) l'attenzione di un pubblico ormai anestetizzato a tutto... la simbologia è evidente: lo spettatore ha bisogno di essere svegliato e riportato alla realtà, perchè troppe volte nella vita noi 'interpretiamo' un personaggio che è diverso dalla nostra natura (proprio come al cinema) e spesso va a finire che ci abituiamo talmente alla nostra controfigura da convincerci di essere davvero tale.

E in una società come la nostra, basata sull'apparenza, è decisamente più facile (e più comodo) recitare una parte piuttosto che essere noi stessi. Forse è per questo che Oscar, una volta salutati i figli, sale in auto per trasformarsi in dieci simulacri di dieci vite diverse, umane o disumane, nobili o sciatte, probabilmente solo per  non venire a patti col destino. Non sappiamo chi sia, cosa faccia, da dove venga. E' un uomo che ha una disperata voglia di vivere ma non di essere se stesso, che rifugge le proprie responsabilità e si adatta di volta in volta, come un camaleonte, a qualunque ruolo pur garantirsi un posto nel mondo. Ma si può vivere una vita fatta di bugie? Una vita passata a vestire sempre i panni di un altro?

Holy Motors è un film spiazzante, un capolavoro di stile, inevitabilmente e dichiaratamente autoreferenziale: il cinema, dice Carax, è come la vita di Oscar, cioè una grande, maledettissima illusione, talmente potente e affascinante da non poterne fare a meno. Ma che ci allontana dalla percezione di noi stessi, contribuendo a rafforzare le maschere che ci siamo costruiti. Eppure, per essere un film 'contro' la Settima Arte, Holy Motors è cinematograficamente notevole: un gran lavoro di sceneggiatura e regia, rischioso e coraggioso: i dieci episodi (tutti di genere diverso, dal thriller, al drammatico, al sentimentale, persino al musical) non sono ovviamente sullo stesso livello, ma il risultato è comunque interessantissimo. Merito anche di un grande attore-trasformista come Denis Levant, le cui varie 'facce' sono esattamente come l'umanità che ci circonda: a volte poetica, a volte ripugnante, a volte solidale, a volte indifferente.

Holy Motors è un'esperienza originale e totalizzante. Che, aldilà della nostra percezione, merita di essere vissuta. Anche solo per vedere l'effetto che ci fa.  

11 commenti:

  1. Concordo su tutto. "Forse è per questo che Oscar, una volta salutati i figli, sale in auto per trasformarsi in dieci simulacri di dieci vite diverse"...siamo sicuri che siano veramente i suoi figli? Che non stia ancora interpretando un uomo d'affari, la trasformazione del giorno precedente? Che la sua vita si svolga altrove...con una famiglia di primati? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può essere. Il bello di film come questo è che puoi pensare qualunque cosa e non sbagli mai! Il regista ti dà gli elementi, poi tu puoi lavorarci sopra come preferisci.

      Elimina
  2. Un bel film, un bel capolavoro. Un film totalizzante che avvolge intorno a sè tutti i generi cinematografici (pure i musical!).

    RispondiElimina
  3. Un film per certi versi folle ma che ti fa amare il cinema. Forse è un esercizio di stile, ma ci sono piu' invenzioni e colpi di genio in questo film che in quasi tutta la produzione americana (e non solo) degli ultimi anni. Da vedere. É possibile entusiasmarsi!
    Mauro

    RispondiElimina
  4. Un film talmente pazzo, geniale, anarchico da risultare impermeabile a qualsiasi tentativo di spiegazione razionale. E' semplicemente e solo cinema.

    RispondiElimina
  5. Concordo con tutti voi, aldilà dei commenti piu o meno sensazionalistici... È un film che brilla per contenuti, forma. messinscena. Finalmente qualcosa di diverso, o che almeno ci prova. Avercene!

    RispondiElimina
  6. Spero di vederlo presto, davvero ha tutto ciò che serve, soprattutto in questo periodo povero di idee che lascino il segno. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aspetto il tuo commento, Vale: come sempre con molto piacere!

      Elimina
  7. Ottima recensione!
    Il film è forse il migliore che ho visto quest'anno. Un vero pugno allo stomaco!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un film che ha suscitato in molti passioni fortissime: aldilà dell'aspetto emozionale concordo che sia un pugno nello stomaco (in senso buono): un'opera fuori dagli schemi, che omaggia il cinema in tutte le sue forme.

      Elimina
  8. Un film simbolico, espressionista, dadaista, riduttivo, limitato e limitante. Mostruoso nel senso stretto del termine (monstrum vel prodigium); d'altronde e' da questo che trae la sua forza.
    Un film dissacrante al limite del ridicolo; il ridicolo della vita degli altri, ovviamente, non dell'artista che, dissacrante, purifica la forma artistica. D'altronde e' da questo che trae la sua forza.
    Un film fastidioso.. D'altronde e' ciò che si propone di essere.
    Quindi missione compiuta Carax.
    Per quanto mi riguarda non mi resta che trovare un bell'orinatoio anni 20, pisciarci dentro e nel frattempo pensare all'ultima barzelletta zozza che mi ha raccontato il mio vicino di casa, che gira sempre in accappatoio e ciabatte e bestemmia a tutte le ore...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...