venerdì 30 agosto 2013

ELYSIUM

(id.)
di Neill Blomkamp (USA, 2013)
con Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, William Fichtner, Wagner Moura
durata: 109'
★  


Si dice nell'ambiente hollywoodiano che non ci sia niente di meglio di un bel blockbuster per valutare le qualità di un regista emergente. Il motivo è semplice: se un regista riesce a rimanere se stesso e non svendersi al mainstream nonostante il budget imponente e le conseguenti ingerenze dei produttori, allora vuol dire che la prova è superata. Ecco: nel caso del sudafricano Neill Blomkamp, autore quattro anni fa del bellissimo e fortunato District 9, diciamo che il giudizio è sospeso a metà...
nel senso che, oggettivamente, non possiamo dire che Elysium sia un brutto film: è un'onesta pellicola di fantascienza 'muscolare', tipicamente americana, che diverte e non annoia, con un largo uso di effetti speciali e un buon numero di scene d'azione realizzate anche discretamente.

Il problema è che per chi come noi ha amato e apprezzato senza riserve il 'piccolo' e indipendente District 9, è praticamente impossibile non restare delusi da Elysium, che altro non è che la versione 'banalizzata' e commerciale del film precedente. Elysium infatti riparte proprio laddove finiva District 9, ovvero nei ghetti malfamati e impolverati delle grandi metropoli, in questo caso una Los Angeles sporca e multietnica dove milioni di persone vivono ammassate nelle baraccopoli in preda al caos e alla violenza. Solo che stavolta tutta la città e tutto il pianeta sono ridotti a un ghetto: i ricchi e i potenti del mondo si sono infatti rifugiati su Elysium, una stazione spaziale orbitante intorno alla Terra, dove vivono nell'opulenza e al riparo dalle malattie (in ogni abitazione è presente una speciale capsula medica che, interagendo col dna del paziente, riesce a curare ogni tipo di patologia). Logica vuole che i varchi di Elysium siano controllatissimi e che ogni tentativo di invasione clandestina venga severamente represso dalle autorità locali, che non esitano a sparare addosso a chiunque si avvicini alla stazione senza permesso.

Ora, sorvolando sull'originalità della storia (gli appassionati di fantascienza non potranno non essersi accorti che questa trama rispecchia molto il famoso Ciclo dei Robot di Asimov - da Abissi d'acciaio in poi - dove il protagonista Lije Baley era un terrestre che doveva indagare su una serie di omicidi commessi su SpaceTown, l'avamposto dei cosiddetti 'Spaziali', creature dalla vita lunghissima e anch'essi immuni alle malattie, che delegavano ai robot ogni compito lavorativo e di ordine pubblico. Esattamente come in Elysium) quello che proprio non ci piace del nuovo film di Blomkamp è l'eccessiva stereotipatizzazione dei personaggi, tutti eccessivamente buoni o cattivi senza mezze misure, con ruoli tagliati con l'accetta da risultare quasi caricaturali. Il che finisce, come detto, per banalizzare eccessivamente un film molto ingenuo e troppo 'naif' per essere preso sul serio, dove i seppur nobili principi etico-sociali vengono messi in secondo piano da un registro eccessivamente spettacolare e 'fracassone' solo per compiacere il grande pubblico.

Peccato, perchè questa visione allucinata e violenta di un futuro non troppo lontano (la pellicola è ambientata nel 2154) poteva dare adito a una riflessione più profonda e meno enfatizzata dei grandi interrogativi sul futuro del mondo (sovrappopolazione, denutrimento, diritti civili). Il film invece si ferma sempre in superficie, e non è aiutato nemmeno dalle performances degli attori: se Matt Damon è ormai sempre più bolso e decisamente poco credibile come 'ribelle', dispiace vedere coinvolta in questa produzione una grande attrice come Jodie Foster, qui costretta in un ruolo che è poco più di un cameo e visibilmente non a suo agio in mezzo a sparatorie e esplosioni. Viene da chiedersi perchè l'abbia fatto, specialmente una come lei che, davvero, ormai al cinema non ha proprio più nulla da chiedere...

4 commenti:

  1. Di per sè il film non è terribile, anche se concordo con te sul pessimo utilizzo di Jodie Foster: si vede sullo schermo per non più di una ventina di minuti e le fanno solo digrignare i denti. Che spreco!

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  2. Ciao! Ma non sei a Venezia quest'anno?

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  3. Visto!
    Non severo come te. Il film in sé non è nulla di che, ma almeno è un divertimento intelligente e ben diretto. Gli intenti politici poi non sono preponderanti e sono solo una scusa per smuovere la storia, quindi si evitano pure imbarazzanti idealizzazioni da bimbimimkia alla "V for vendetta" [film].

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