lunedì 17 marzo 2014

LEI

(Her)
di Spike Jonze (Usa, 2013)
con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson (voce), Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde
durata: 126 min


'L'amore è la sola follia socialmente consentita'. Il futuro in cui si colloca Lei è davvero molto prossimo se pensiamo alla portata di questa frase: in queste parole, pronunciate da una sempre più brava Amy Adams, c'è tutta l'essenza del film diretto da Spike Jonze. Come sempre la fantascienza descrive un mondo possibile per fare luce sul presente, e poco c'entrano i computer e i social network: Lei non parla di questo, o almeno lo fa solo incidentalmente, e la tecnologia è solo il fine per arrivare al nocciolo del film, il Grande Quesito. Ovvero: nel mondo di oggi, sempre più 'virtuale' in fatto di relazioni e sempre meno 'tangibile', è veramente così difficile innamorarsi? O meglio, c'è ancora, in questo mondo sempre più impersonale e frenetico, la voglia di stringere legami sentimentali veri? In qualsiasi forma, badate bene...

Questo è ciò di cui si parla in Lei: la superficialità nei rapporti interpersonali, la difficoltà di comunicare, la paura di affrontare il prossimo e la conseguente e progressiva (in)capacità di ascoltare e capire chi abbiamo davanti. L'argomento non è nuovo, segno che questa insicurezza è davvero un fattore caratterizzante della nostra epoca: qualche anno fa il cinema ci aveva già regalato un capolavoro assoluto del genere, passato purtroppo (quasi) inosservato. Il film era The Social Network di David Fincher, che analizzava con glaciale razionalità e indicibile tristezza l'umanità al tempo di facebook. Lei invece è molto più romantico e struggente, complice la sceneggiatura affabulatoria e raffinata di Spike Jonze (giustamente premiata con l'oscar), ma la conclusione è la stessa: l'umanità 2.0 ha una paura matta di lasciarsi andare, frenata dall'irrazionale timore di mettersi a nudo, di dichiararsi al prossimo. Una paura atavica, vecchia quanto l'uomo stesso, ma che le moderne tecnologie ci hanno illuso di poter superare, di poter comodamente saltare questo passaggio grazie all'impersonalità di un computer.

Non a caso Theodore, il protagonista del film (un sempre magnifico Joaquim Phoenix) di mestiere fa lo scrittore di lettere d'amore altrui: scrive, cioè, per conto di una rivista, dichiarazioni amorose di persone che non si sentono adatte a farlo. E' il migliore nel suo campo e tutti i colleghi si complimentano con lui, eppure la sua vita sentimentale non va certo a gonfie vele: si è appena separato dalla compagna senza apparente motivo ed è un uomo profondamente infelice. Vani sono anche i tentativi dell'amica Amy di combinargli incontri con altre donne: Theodore si arresta sempre al momento di 'impegnarsi', di dare una sterzata alla sua condizione.

Succede però che un giorno Theodore acquista, quasi per gioco, un nuovo sistema operativo di ultima generazione, all'avanguardia nel campo dell'intelligenza artificiale: in pratica il nuovo software ha la capacità di interagire con il cervello umano, provando sensazioni e sentimenti veri man mano che questo accumula informazioni sul suo possessore. Theodore resta affascinato dalla macchina più umana che gli sia mai capitata tra le mani: le dona una voce femminile (nella versione originale quella, sensualissima, di Scarlett Johansson), un nome da donna (Samantha) e, incredibilmente, inizia a flirtare con il computer finendo con l'innamorarsi perdutamente di quella voce e di quell'apparecchio che, almeno all'inizio e almeno in apparenza, gli regalano quella serenità e quell'energia (anche sessuale) per tanto tempo represse...

Detto così viene da temere che la pellicola possa scivolare rovinosamente nel ridicolo involontario. E invece Spike Jonze riesce nel miracolo: quello di convincerci che ciò che vediamo sullo schermo è assolutamente verosimile, e che l'amore provato da Theodore per Samantha non è nè platonico nè isterico, ma profondamente reale. Forse è un amore nuovo, diverso, sotto una forma inimmaginabile eppure coerente con la definizione che gli innamorati danno all'amore stesso: la follia, appunto, la passione, la condivisione dei sensi. Ed ecco che allora (perdonateci il piccolo spoiler) il Grande Dilemma di inizio recensione si materializza di nuovo: quando il legame sentimentale tra Theodore e Samantha diventa stretto (e Theodore, forse per la prima volta in vita sua, lo vive con tutto l'ardore di cui è capace) stavolta è Samantha, ormai anch'essa 'umanizzata', a fuggire, a defilarsi per cercare 'altro' (vedere il film per capire...)

Lei è una pellicola che ha la forza di emozionarti e stringerti il cuore, malgrado qualche difettuccio 'estetico' assolutamente ininfluente (qualche logorrea di troppo e un'eleganza di fondo - nelle scenografie, nei vestiti, nei dialoghi - che rischia di scadere nel patinatismo). Da vedere necessariamente nella versione originale sottotitolata: comunque la si pensi sulle qualità artistiche di Micaela Ramazzotti (pessime, per il sottoscritto), vedere questo film doppiato significa vedere un altro film. In un film dove la voce è davvero tutto.

36 commenti:

  1. bellissimo film, con un Phoenix magnifico. Spike Jonze mi stupisce sempre e riesce sempre ad emozionarmi con i suoi paradossi!
    D'accordissimo sul fatto che vada visto in lingua originale sottotitolato: la voce di Scarlett è protagonista assoluta e va goduta originale al 100%!

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    1. A me invece finora non aveva fatto impazzire (parlo di Jonze) ma questo film mi ha sorprendentemente stupito: e certo buona parte del merito va agli attori protagonisti, davvero bravi.

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  2. Come ho scritto altrove, davvero molto bello, anche se un maggior approfondimento dell'ambientazione avrebbe reso la situazione finale decisamente più d'impatto.
    E sì, va visto per forza in lingua originale!

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    1. Sul fatto che vada visto in lingua originale direi che nessun cinefilo 'doc' possa avere dubbi... qualsiasi tipo di doppiaggio è uno scempio! Riguardo l'ambientazione, anche a me è sembrata uno dei pochi (e ininfluenti) punti deboli del film: il loft con vista su L.A., gli abiti 'retro' di Theodore, l'asetticità dei luoghi lo rendono un po' troppo patinato. Anche un po' snob. Ma è un peccato veniale.

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    2. Più che a quello mi riferisco ad altro. Ad esempio, la vicenda finale, l'ultima scelta che prende un certo personaggio insieme a tutti i suoi 'simili'... mi sarebbe piaciuto vedere maggiormente gli effetti su scala globale di quell'azione. Anche vedere la tecnologia nella sua totalità, avrebbe saputo dare più spessore alla relazione del protagonista

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    3. Ho capito quello che dici... ma credo che anche il fatto di non mostrare troppo la tecnologia sia voluto, avrebbe distratto troppo lo spettatore dal significato del film. Almeno secondo me...

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  3. eccomi qua.
    credo di essere l'unica a cui questo film ha detto veramente poco. Zero emozione, zero coinvolgimento.
    vado a formattarmi. :)

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    1. Ho visto il film sia in v.o. (e sul fatto che Scarlett Johannson sia strepitosa se non altro sono d'accordo) sia doppiato perché ero troppo curiosa di sentire cosa ne sarebbe uscito con il doppiaggio della Ramazzotti. Devo ammettere che tutto sommato se la cava dignitosamente, mentre è molto peggio il doppiatore di Phoenix.

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    2. In effetti finora tutti i giudizi che ho sentito vanno dal 'capolavoro assoluto' a 'un ottimo film'... hai già scritto la recensione? Sono curioso di sapere i motivi per cui non ti è piaciuto. Sulla Ramazzotti non mi pronuncio perchè sarei di parte (nel senso che non la sopporto) e perchè, a prescindere, questo è un film che doppiato cambia proprio senso (non solo dalla Ramazzotti, da chiunque)

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    3. Si, ne avevo parlato il 28 febbraio.
      E comunque, ti assicuro che, nonostante avessi tutte le riserve del caso in merito al doppiaggio, ti assicuro che anche doppiato, il senso del film non cambia affatto.

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    4. (la prossima volta prometto di scriverlo pure in italiano...)

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    5. Passo dalle tue parti, e proverò a vedermelo anche doppiato... mai parlare per partito preso! :)

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  4. Bellissimo. Un piccolo capolavoro di sentimento; dopo averlo rivisto spero di poter togliere con sicurezza quel "piccolo".
    Jonze si conferma un regista/sceneggiatore con idee e sensibilità. L'amicizia con Kaufman non gli ha fatto altro che bene.
    La migliore interpretazione di Scarlett Johansson e un Phoenix malinconico e commovente, che non ha ancora sbagliato un copione.

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    1. Già. E ancora c'è chi si ostina a dire che quella di Scarlett non è un'interpretazione... :(

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  5. Film strepitoso, che mi fa piacere avere pubblicato - con opinioni simili - in stereo.
    Perfetto l'accostamento con The social network, tra l'altro!

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    1. Grazie Ford! Sì, l'accostamento con 'The Social Network' a me è venuto naturale: stesse tematiche, stesso coinvolgimento (e straniamento) di fondo. Sono due film che parlano del vuoto del nostro tempo: che, purtroppo, non è una frase fatta...

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  6. Sono davvero felice sia piaciuto anche a te, sei riuscito ad analizzarlo benissimo!
    La voglia di rivederlo è già arrivata.

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    1. Ma guarda che sotto sotto (ma neanche tanto...) anch'io sono un romanticone, seppur indurito dall'età avanzata! :) E indubbiamente c'è tanto cuore in questo film, non avevo dubbi sul fatto che ti fosse piaciuto :)

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  7. questo film è la sola follia socialmente consentita :)

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    1. Strano che non fossimo d'accordo io e te! :)

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  8. Un film incredibile, molto più profondo e maturo di quel che può sembrare. Personalmente ci ho visto tanto di più che una semplice storia d'amore. Offre innumerevoli spunti di riflessione, anche di natura filosofica... A parte quello, la forza è l'atmosfera che Jonze riesce a creare, la stessa che mi fece amare alla follia lo splendido corto "I'm here". Per me indubbiamente una delle pellicole migliori dell'anno... con una scena, quella dello schermo nero, che è davvero di una bellezza indescrivibile!!

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    1. La storia d'amore è il mezzo per dissertare del vero problema: il grimaldello verso l'incomunicabilità e la difficoltà di esprimere i sentimenti. Hai ragione, l'atmosfera che Jonze riesce a rendere ti affascina fin dalle prime scene, è di una delicatezza unica. Proprio bello.

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  9. anche a me è piaciuto molto, forse è il prototipo della nuova commedia sentimentale!

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  10. Questo ancora mi manca, lo recupererò :)

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  11. il doppiaggio della Ramazzotta non è ignobile; magari potrebbe alleggerire quell'accento romanesco (ti aspetti che da un momento all'altro si metta a parlare della Lazio e della Roma)
    la voce di Scarlett è veramente sensuale

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    1. Appunto... l'accento romanesco in film del genere è quantomai surreale, per non dire peggio! :) il confronto con Scarlett è improponibile.

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  12. Volevo solo dirti che c'è un premio per te dalle mie parti ;)

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  13. Ciao! Bellissima recensione! Per un film così noi abbiamo pensato di abbinarci una Caprese .. 2.0! Che ne dici?

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    1. Che purtroppo passo troppo poco tempo sul vostro bellissimo blog... ed è un vero peccato! Sì, direi che la caprese è proprio un ottimo accostamento (anche se io, da 'carnivoro', non ne vado matto). Grazie per la visita! :)

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  14. Ciao! Ti ho assegnato un premio sul mio blog ;)

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    1. Ma grazie Antonella! Non avrei mai pensato di essere così popolare... :)

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  16. A mio parere Jonze ha capovolto quella che era la sua cifra stilistica. In poche parole, questa volta meglio la forma, che a conti fatti è superiore al contenuto. Certo, il film ruota attorno ad un'idea davvero forte e si caratterizza per essere un'opera delicata e scritta molto bene. Tuttavia, tematicamente, non lascia con molto più di quello che film come Blade Runner avevano già proposto.

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    1. Assolutamente d'accordo: l'argomento non è certo originale ed è stato già affrontato in mille altre pellicole... in effetti ciò che colpisce di questo film è proprio l'atmosfera, lo stile. Un gran lavoro nei dettagli, che non ne sminuisce certo il valore. I bravi registi, del resto, sono quelli che riescono a farti amare anche le storie più banali :)

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  17. Wow, che bella recensione! Bella come questo film, che ho apprezzato molto... anche se, mea culpa, l'ho visto solo in italiano... ma rimedierò, promesso!

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