venerdì 14 novembre 2014

INTERSTELLAR


(id.)
di Christopher Nolan (Usa, 2014)
con Matthew McCounaughey, Anne Hathaway, Michael Caine, Jessica Chastain, John Lithgow, Mackenzie Foy, Wes Bentley, Casey Affleck, David Gyasi, Ellen Burstyn, Matt Damon
durata: 168 min.


Quando nel 1997 Robert Zemeckis girò Contact, nessuno dei critici all'epoca gridò al miracolo. Fantascienza blockbuster si disse, e venne ben presto archiviato: eppure Contact, tratto dall'omonimo racconto dello scienziato Carl Sagan, per il sottoscritto resta uno dei titoli più belli e sottovalutati della sci-fi contemporanea. Ma lasciamo stare, non volevo parlare di questo... statemi a sentire però, c'è una scena emblematica in Contact: la giovane studiosa Jodie Foster si appresta a partire per lo spazio allo scopo di incontrare una comunità aliena intelligente. Il suo partner le regala una bussola, dicendole che 'lassù' potrebbe tornargli utile... e in effetti le servirà davvero!
Diciassette anni dopo, in Interstellar, un padre regala il suo orologio alla figlia prima di partire per un difficile viaggio attraverso il cosmo: inutile dire che quell'orologio avrà un ruolo molto importante nel corso della storia. Stessa identica scena. E indovinate un po' chi era, in entrambe le circostanze, il protagonista maschile? E' inutile che vi dica il nome...

Coincidenze? Casualità? Conoscendo il perfezionismo di Nolan ci credo poco. E allora mi basta fare una velocissima ricerca su Google per scoprire che, guardacaso, l'autore del soggetto di Interstellar è lo stesso Kip Thorne, il fisico americano che fece da supervisore tecnico al film di Zemeckis. E il cerchio si chiude. E così mi spiego perchè la prima parte di Interstellar è davvero molto, molto simile a quella di Contact: c'è una bambina sveglia che riesce a comunicare con lo spazio profondo, c'è un padre vedovo che si arrabatta per tirare avanti la famiglia, c'è una misteriosa entità aliena che ha aperto una specie di 'salvacondotto' temporale verso l'iperspazio per consentire all'umanità affamata di superare le grandi distanze astronomiche e migrare su nuovi mondi (qui li chiamano 'wormhole', in Contact era un'astronave i cui progetti di costruzione venivano inviati attraverso una sonda). C'è, soprattutto, un rapporto inscindibile tra un padre e una figlia lontanissimi, e c'è una struttura circolare che è clamorosamente uguale ai due film: senza spoilerare, vi dico di prestare molta attenzione alle scene iniziali, perchè alla fine dopo tre ore sarete di nuovo lì...

Ma mentre la trama di Contact proseguiva poi verso una bella analisi sociologica (e allo stesso momento romantica e sognatrice) delle possibili implicazioni di un incontro con i nuovi 'vicini di casa', Interstellar vira verso lidi ben più ambiziosi: Nolan tenta di riscrivere a modo suo il concetto di fantascienza 'umanista' e filosofica, provando a coniugare il pragmatismo scientifico con la propria personale visione del futuro. Un futuro dove secondo il regista gli uomini potranno cavarsela solo riscoprendo i rapporti affettivi, i legami di sangue, maturando la fiducia verso il prossimo. Una concezione 'illuminista' che merita tutto il rispetto possibile, e che indubbiamente ci sorprende se pensiamo alla filmografia pregressa di Nolan, di certo tutt'altro che sentimentalmente emozionante (almeno per chi scrive). Succede però che nel corso dei 168 lunghissimi minuti di pellicola, tutto quanto c'è di emozionante e struggente (e senza dubbio ci sono momenti toccanti, eccome) viene diluito e anestetizzato da estenuanti disquisizioni tecnico-scientifiche che mettono a dura prova la pazienza dello spettatore. Come se il regista volesse preventivamente mettersi al riparo da un'accusa di scarsa veridicità che chi fa fantascienza (lo dice il nome stesso) non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione... tutti i grandi classici del passato, infatti, a partire dal citatissimo 2001: Odissea nello spazio, non si ponevano affatto il problema delle spiegazioni: anzi, proprio la mancanza di esse rendeva questi film affascinanti e inclassificabili!

Interstellar è un film 'esagerato' (nel senso buono del termine), bulimico, visivamente spettacolare, dove i quasi 200 milioni di dollari spesi si vedono davvero tutti (e non era affatto scontato) con alcune sequenze da antologia (la lotta contro le onde gigantesche, il corpo a corpo tra Matt Damon e McCounaughey tra le montagne di ghiaccio) che però male si amalgamano con l'ossatura prevalentemente 'romantica' e umorale della pellicola. Il problema è che non si capisce bene quale sia il vero scopo di Nolan: dimostrare che 'l'amore è l'unica cosa che trascende dal tempo e dallo spazio?' Ok, peccato però che l'intensità emotiva del film quasi mai prenda il sopravvento (c'era riuscito meglio Fincher ne Il curioso caso di Benjamin Button). Oppure far vedere, come (quasi) sempre, di essere uno specialista delle trame parallele? Oppure, ancora, rappresentare una propria visione del futuro basata esclusivamente sull'essere umano e sulle sue capacità di adattamento?  Può anche darsi, ci sta benissimo, che sia io a non aver capito nulla... ma resta il fatto, oggettivo, che Interstellar sia un'opera discontinua, poco malleabile, che alterna momenti epici a scene di imbarazzante ingenuità. Nolan ci spiega tutto, fa commuovere, fa trepidare, fa gioire, fa discutere: io però, sinceramente, tutta questa filosofia non ce l'ho vista, se non quella che 'l'amor move il sole e le altre stelle', come diceva Dante. Un po' pochino per un progetto così ambizioso e (fintamente?) complesso come questo.

Intendiamoci: il film merita la visione. E certe sequenze, come detto. da sole valgono il prezzo del biglietto.

Ma, per favore, Kubrick lasciamolo stare.

Interstellar non cambierà la storia del cinema, neppure di quello di fantascienza. Però tutti ne parleranno, lo sezioneranno, lo analizzeranno come un vero fenomeno mediatico. Merito di un regista ambizioso e poco incline ai compromessi che è stato bravissimo a costruirsi un'immagine da 'guru'. E che, ci mancherebbe, aldilà del gusto personale sa muovere da Dio la cinepresa. E magari, vedendo Interstellar, qualcuno andrà anche a recuperare il film meno fortunato di Zemeckis, giusto per curiosità.

E magari si accorgerà che Contact era molto più bello...
       

38 commenti:

  1. Per la precisione, a me contact era piaciuto e anche molto. La scena in cui Jodie Foster vede suo padre nell'altra civiltà è molto commovente, anche se sulla terra nessuno le ha ceduto, devo recuperarlo contact, anzi, lo faccio subito, così lo rivedo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava Arwen: 'Contact' è un film dimenticato un po' da tutti... rivedilo e poi ne parliamo!

      Elimina
  2. lo dico? lo dico.... un film BRUTTO ecco cos'e' per me Interstellar, una delle più' brutte rappresentazioni dello spazio negli ultimi anni. Delusione Nolan, lunedì' esce la mia rece

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brutto mi sembra un po' esagerato... ci sono momenti bellissimi in tutto il film, è un dato oggettivo. Se però ti riferisci a una particolare visione 'nolaniana' dell'iperspazio (scientifica? filosofica?) allora il discorso cambia. Aspetto la tua recensione per parlarne, il discorso può farsi interessante.

      Elimina
  3. Scusa Lorenzo..ok non ti è piaciuto,l'hai trovato brutto...ci sta tutto ma dire che è una delle più brutte rappresentazioni dello spazio lo trovo intellettualmente disonesto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alessia, aspettiamo di leggere cosa scrive Lorenzo...ogni opinione è importante se argomentata. Poi ne parliamo ;)

      Elimina
  4. siamo pochi ad essere un po' delusi, mi sa.qualcuno parla di 2001 e di Solaris, paragomi improponibili, per me.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Direi di sì. Anche se, per onestà, va detto che Nolan non ha mai parlato apertamente di volersi ispirare a '2001' (anche se certi riferimenti, o omaggi - chiamiamoli come vogliamo - all'interno del film mi paiono evidenti). Però indubbiamente di filosofia in 'Interstellar' ce n'è pochina, inutile discutere. Il film va preso per quello che è, senza sbilanciarsi e senza fare paragoni azzardati: certe volte sono la stampa e il marketing che, per ovvie ragioni commerciali, vedono assonanze anche dove non sono...

      Elimina
  5. Sto cominciando a leggere tutto e il contrario di tutto. Domani dovrei vederlo, e muoio dalla curiosità!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io muoio dalla curiosità di leggere la tua rece!

      Elimina
  6. Anche io sto leggendo tutto e il contrario di tutto su questo film... domani anche io vado al cinema per Interstellar :-) Però in ogni caso recupererò contact, visto quando ero molto (troppo) giovane. Buon weekend!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 'Contact' è un film che (voglio provocare!) se l'avesse fatto Nolan sarebbe già oggi un 'cult' assoluto... invece lo fece Zemeckis, regista hollywoodiano sottovalutatissimo (sebbene la sua filmografia sia di tutto rispetto) e passò ben presto nel dimenticatoio: rivedilo, credo che potrebbe stupirti davvero...

      Elimina
  7. Ecco, direi che ci siamo più o meno fotocopiato i pareri. Gran bel film, senza dubbio, ma non il capolavoro che dicono tutti. Anche perché non capisco come mai in un film che vuole innalzare l'umanità, tre personaggi muoiono nella comune indifferenza...
    Dovrò andarmi a vedere "Contact", però. Sono reo di non averlo mi visto :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa è una bella domanda Giacomo, perfettamente pertinente! Sai, la penso come te, ed è un difetto che personalmente ho sempre visto in Nolan: quello, cioè, di 'usare' (ma vorrei dire 'sfruttare') i personaggi solo ed esclusivamente ai fini del racconto. Questo accadeva in modo plateale (a mio avviso) in 'Inception' (vedi il personaggio di Ellen Page...) ma anche qui, in effetti, ci sono figure prese e lasciate andare. Verissimo. Ottima considerazione.

      Elimina
  8. A me invece è piaciuto molto. Finalmente un film di fantascienza e non d'azione (anche se l'azione non manca del tutto) che ti obbliga a ragionare e porti domande, come se ne facevano un tempo. Fare le pulci a questo film è un po' come cercare il pelo nell'uovo. Va vista l'opera nel suo complesso, che per me è grandiosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse è vero, in parte... ho sempre detto che i film li giudico prima col cuore che con la testa, e ovviamente resto di quest'idea. Forse, e sottolineo forse, Interstellar è un film che va apprezzato più col cuore. Se è così capisco il tuo commento. Il fatto è che anche questo film, come quasi tutti quelli di Nolan, non è riuscito a coinvolgermi al 100% magari a te ha preso di più.

      Elimina
  9. Sei solo uno dei tanti pseudo-critici-coglioni che stroncano i film per partito preso giusto per farsi notare: quante visite in più hai fatto con questa merda di recensione? Scritta coi piedi tra l'altro. Ma dopo il cinema non avete di meglio da fare invece che mettersi al pc a scrivere queste cazzate?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Anonimo, non m'interessa affatto se non ti firmi... il web del resto è fatto anche per gente come te. Mi chiedo però perchè ti permetti di scrivere certe cose senza conoscermi affatto: perchè se tu mi conoscessi, ti posso assicurare, sapresti che io ho sì innumerevoli difetti, ma di certo non sono uno che stronca i film per partito preso (ammesso poi che abbia stroncato 'Interstellar', non mi sembra, mi viene il sospetto che tu non l'abbia nemmeno letta) o per avere visualizzazioni in più (questa poi... su questo sito non accetto nemmeno pubblicità, ti puoi immaginare quanto me ne frega delle visualizzazioni!).

      Quello che non capisco, credimi, te lo dico senza polemica, è perchè oggi di fronte a certi autori più o meno 'cult' non si possa dibattere pacatamente e obiettivamente: perchè con gente come Nolan (ma anche Tarantino, Winding Refn, i primi che mi vengono in mente...) si creano fazioni (e frizioni) da stadio tra 'ultras' e detrattori? Perchè artisti come loro si devono amare o odiare, senza mezze misure? Perchè certa critica deve per forza contrapporre gli uni agli altri senza approfondire il discorso? Ecco, questa deriva talebana non mi piace proprio per niente.

      Per il resto, se scrivo male e non ti va di seguirmi... me ne farò una ragione. Io scrivo per passione e per diletto, so bene di non essere una grande penna, ma mi diverte farlo e lo farei anche se ci fosse una sola persona disposta non tanto a leggermi quanto a parlare di cinema con me. Se non ti piace questo sito, nella rete ce ne sono qualche altro migliaio sicuramente meglio del mio...

      Elimina
  10. Anonimo..perché la faccia non ce la metti eh...sei un grande cafone maleducato..

    RispondiElimina
  11. Se c'è una brutta tendenza uscita allo scoperto con questo film (e non perchè sia brutto: ma Nolan ormai è un guru con una cerchia di seguaci), è come ultimamente nella critica online un film debba essere necessariamente o un capolavoro inarrivabile, o una banale stronzata. Niente vie di mezzo: se solo ti azzardi a mettere in evidenza delle contraddizioni, vieni assalito dai più fondamentalisti (mi è capitato con Sorrentino). La critica è appiattita a chi attacca e chi difende (spesso senza argomentare da entrambe le parti). Secondo me Nolan non "muove la cinepresa" affatto da dio, ma è ormai così cult che viene paragonato a Kubrick (e di solito chi paragona a Kubrick non mostra di saperne molto di cinema, visto che Kubrick è troppo sui generis per azzardare paragoni). Ecco, invece di parlare del film come sarebbe meglio stiamo a parlare di fumo e ci azzanniamo come il gentiluomo qui sopra. A lui vorrei dire: è solo un film, vatti a curare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefano, ho appena finito di rispondere all'anonimo e non avevo ancora letto il tuo commento... nella risposta ho rimarcato praticamente quello che dici te: e devo dirti che questa deriva 'talebana' della critica (non solo quella on-line, purtroppo) sta prendendo una brutta piega. Hai perfettamente ragione: per certi artisti ormai non ci sono più vie di mezzo, si devono amare per forza o odiare per forza, ma perchè? Credo dipenda molto anche dal marketing e dai media che (loro sì!) per vendere più copie e per avere più 'like' estremizzano certe situazioni... che tristezza però!

      Elimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  13. Mah ...io non credo di essere una fondamentalista solo perché il film mi è piaciurpto molto..non sarà un capolavoro ma mi ha emozionato, mi ha fatto pensare.. E' stato visivamente bellissimo..poi il resto e' materia per esperti o per cazzabubbolari...chi lo sa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alessia! ;) ma mica penserai che io e Stefano ci riferissimo a te? Parlavamo della critica - quella 'ufficiale' - che sta prendendo una brutta piega... ma certo, personalmente, non mi sognerei MAI di denigrare chi si lascia trasportare emotivamente da un film al punto da commuoversi! Anzi, ce ne fossero di film che scatenano certe emozioni! Nessuno, credo, può oggettivamente sostenere che 'Interstellar' sia un capolavoro assoluto della fantascienza, ma altrettanto nessuno può dire che non emozioni: e se uno in film cerca questo, merita il massimo rispetto!

      Elimina
  14. Ciao sauro, e' vero che certi autori scatenano tifoserie da stadio...ed è anche vero che ognuno di noi ha nel cuore qualche autore preferito..io sono d'accordo con te e con Stefano , figurati..mi da fastidio che un film come questo, ma potrei citarne altri vedi django unchained o the wolf of wall street, vengano demoliti più per partito preso verso il regista che per dei demeriti oggettivi..davvero in rete ho letto delle assurdità, secondo me scritte da persone che manco si son presi la briga di andarlo a vedere il film..che secondo me in certe scene non può lasciarti indifferente, perché sono oggettivamente belle..e poi sicuramente non cambierà la storia delle fantascienza..ma quand'e' l'ultima volta che hai visto un film e hai avuto la sensazione che fosse uno spartiacque nel suo genere?

    P.s. Ho ordinato contact in blu ray..mi ricordo che mi piacque a suo tempo..son curiosa di rivederlo ora!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella domanda ;) in effetti ultimamente molto di rado... e del resto è il tempo, e solo lui, che fa diventare i film capolavori. Quando ho avuto la sensazione di un film che potesse esserlo? Uno l'hai citato tu, Django Unchained, per me uno dei migliori western di sempre (detto da me, che non sono affatto un estimatore di Tarantino!). Un altro potrebbe essere 'The Social Network' di Fincher, che ho amato alla follia... poi non so, dovrei tornare indietro di molti anni. Ad ogni modo è verissimo che in rete si leggono assurdità (vedi il buontempone che ha commentato più sopra), ma del resto questo è il bello e il brutto di internet: chiunque ormai (io per primo, intendiamoci!) può (s)parlare di qualsiasi cosa ed essere preso sul serio. Tocca a noi il compito di filtrare e valutare.

      p.s. davvero hai comprato 'Contact'? Ne sono contentissimo! Poi devi dirmi la tua opinone! A presto ;)

      Elimina
  15. Caro sauro con django sfondi una porta aperta..al cinema l' ho visto 4 volte...e poi ovviamente l'ho comprato ..perché siccome sono contraria allo scaricare ( vale sia per il cinema che per la musica) mi sto creando una videoteca dei miei film preferiti..

    RispondiElimina
  16. The social network fa parte della mia videoteca..film pressoché perfetto..un giorno se capiterà l'occasione ti dirò i miei film preferiti...proprio quelli che amo di più..magari ne abbiamo qualcuno in comune chissa...
    Diciamo una top ten...dai uno lo dico perché mi ha folgorato quando lo vidi...gran Torino ..

    Buonanotte sauro..a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti racconto un aneddoto simpatico... una volta ero al Festival di Locarno e c'era Aki Kaurismaki presidente di giuria. Ebbene, la direzione del festival per omaggiarlo gli aveva dedicato una retrospettiva di dieci film che, a suo giudizio, dovevano essere i suoi film del cuore. E lui in conferenza stampa ci fece morire dal ridere dicendo: "In realtà i film li ha scelti mia moglie perchè per me sceglierne dieci era impossibile... ne avrei scelti almeno 150!" ;)

      Ecco,,, io sono un po' come Kaurismaki: se mi metto a scegliere i miei film preferiti faccio notte! Comunque qui in alto se clicchi il bottoncino 'sette film, sette storie' trovi appunto sette titoli che per me hanno significato molto (oltre a 'Solaris', naturalmente). Non sono nè i più belli nè quelli che mi sono piaciuti di più: sono i più importanti. E poi magari sì, un giorno ne parliamo davvero con calma... mi piacerebbe. Comunque 'Gran Torino' è un film da cinque stelle, senza ombra di dubbio!
      A presto Alessia!

      Elimina
  17. hey kelvin,
    ti ho plagiato... volevo dire omaggiato nella mia recensione del film ;)

    http://www.pensiericannibali.com/2014/11/ilonastellar.html

    RispondiElimina
  18. Ciao Sauro, interessantissima recensione di una pellicola che anche a me ha lasciato perplesso. Ho sempre amato molto Nolan, da Memento a Inception, ma stavolta per me è un passo falso. Come hai evidenziato anche tu, rispetto alle sue opere precedenti (spesso giudicate “fredde”) ha voluto innestare anche un lato emozionale, sentimentale, umano, ma è proprio questo mix che purtroppo mi è parso posticcio. Troppi momenti scontati che dilatano la pellicola fino a 169 minuti decisamente spropositati. Ha comunque azzeccato alcune sequenze, davvero affascinanti (ma vogliamo mettere l’impatto dell’onda di Eastwood in “Hereafter”?), la colonna sonora di Zimmer è notevole, ma le pillole di fisica distribuite a spot, alcuni personaggi scritti male e il finale non mi hanno assolutamente convinto. Hai ragione, “Contact” è un film tanto bello quanto sottovalutato, esattamente come, per quanto mi riguarda, “Sunshine” di D. Boyle. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. D'accordo su tutta la linea, Alex! E grazie del commento. E grazie soprattutto per avermi ricordato 'Sunshine', altro film ingiustamente dimenticato e senz'altro meno pretenzioso di questo. Nessuno ovviamente nega che in 'Interstellar' ci siano sequenze bellissime (l'ho scritto e lo ripeto) ma il risultato finale è abbastanza discontinuo e, a mio modo di vedere, non tale da considerare il film riuscito.

      Elimina
  19. Contact non l'ho visto e me lo segno! :)

    Sono d'accordo che prima di dire capolavoro bisogna vedere un film che non solo non abbia difetti oggettivi (cosa oltretutto secondaria in alcuni casi), ma deve essere privo di discontinuità al suo interno e colpire dritto al segno, magari un segno che altri non avevano mai colpito meglio.
    Interstellar non è certo un capolavoro dunque, ma è un buonissimo film. Gli riconosco alcuni dei difetti che citi, ma non quello dell'intensità emotiva che mai prende il sopravvento. L'intensità emotiva è enorme e anzichè prendere il sopravvento va a mescolarsi con l'intensità visiva... non l'ho trovata per niente una brutta cosa io.

    Ah e non mi sembra molto illuminista il messaggio finale, ma come dici tu non è il messaggio finale il centr di questo film ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio davvero di vedere "Contact", film bello e sottovalutatissimo, e magari leggere l'altrettanto bel libro di Carl Sagan da cui è tratto: film romantico e sognatore, ma al tempo stesso anche "politico" e sociologico, per nulla banale. Potrebbe sorprenderti :)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...