domenica 12 luglio 2015

PREDESTINATION


(id.)
di Michael e Peter Spierig (Australia, 2014)
con Ethan Hawke, Sarah Snook, Noah Taylor, Christopher Kirby, Freya Stafford
durata: 97 minuti


1975: un uomo misterioso rimane ferito e sfigurato nel tentativo di catturare un terrorista-bombarolo che semina il panico a New York. Lo ritroviamo anni dopo (o prima?) dietro il bancone di un bar, forse sotto copertura, ad ascoltare da un bevitore solitario un'incredibile storia personale, fatta di segregazione, cambi di sesso, figli illegittimi e maltolti, atroci sofferenze. L'uomo decide di qualificarsi: è una specie di agente segreto, "specializzato" in viaggi nel tempo, che offrirà al suo avventore la possibilità di tornare indietro nel passato per vendicarsi di colui che gli ha rovinato la vita. L'unica condizione posta sarà il rispetto degli eventi e della storia...

Detta così, la trama di Predestination appare tutto tranne che originale, e anche un tantino tirata per i capelli. Tanto da farlo sembrare un classico film-spazzatura, un fondo di magazzino rispolverato apposta per la canicola estiva.

E invece no. Il film dei fratelli Spierig, australiani specializzati in fantascienza, è in realtà una pellicola adulta, "tosta" e avvincente, forse fin troppo elitaria e poco commerciale per diventare il nuovo Ritorno al Futuro, e proprio per questo ci piace ancora di più. Aggiungeteci il fatto che la sceneggiatura è basata su un bel racconto breve di uno scrittore di culto e "maledetto", quel Robert Heinlein che, se non fosse rimasto vittima dell'ostracismo del mondo letterario a causa dei suoi ben noti ideali anarcoidi e filo-nazisti, sarebbe oggi famoso al pari di Asimov, Dick, Clarke e compagnia (di lui si ricorda più che altro il suo libro più celebre, Fanteria dello spazio, poi trasposto al cinema da Paul Verhoeven in un altro cult-movie).

E il gran merito dei due registi è proprio quello di non stravolgere il racconto originale di Heinlein (Tutti i miei fantasmi), restandogli anzi molto fedele e ampliandolo con un prologo e un epilogo (la parte legata alla cattura del terrorista), che danno senso compiuto a un lungometraggio che, per fortuna, rimane contenuto nella durata (appena 97 minuti) e riesce a tenere sempre alta l'attenzione dello spettatore in un complicato gioco di rimandi spazio-temporali tali da invitarlo, quasi obbligatoriamente, a rivedere il film almeno una seconda volta per rimettere a posto tutti i tasselli della trama.

Possiamo dire che Predestination si compone di due parti distinte e ben collegate tra loro: c'è una prima parte decisamente "intima" e introspettiva, e a mio avviso la più bella (il racconto di John, nato come Jane, creatura ermafrodita la cui vita viene stravolta da un cambio di sesso involontario e doloroso: davvero brava la sconosciuta Sarah Snook, l'attrice che lo interpreta, ad esplicitare il dramma personale e trattenuto del suo personaggio) e una seconda invece più "fantascientifica" in senso stretto, dove il ritmo accelera e il film diventa un sofisticato thriller psicologico che fa inevitabilmente il verso a Christopher Nolan: non solo per l'intricato sovrapporsi di paradossi temporali, ma anche per la freddezza della confezione e la fotografia sempre livida e straniante, che bilanciano e compensano l'emotività dei protagonisti.

Una sorpresa dell'estate questo film, insomma, perfetto mix di azione, romanticismo, pathos e spunti di riflessione su tematiche importanti quali l'esasperazione dell'individualismo, le difficoltà (fisiche e psichiche) nell'accettare se stessi e il proprio corpo, il bisogno primordiale, umanissimo, di relazionarsi e star bene con gli altri. Nota di merito anche per Ethan Hawke, attore sottovalutato e invecchiato benissimo, che da qualche tempo a questa parte non sbaglia più un film (Sinsiter, Before Midnight, Boyhood e tra poco Regression, l'attesissima nuova regia di Alejandro Amenabar).
Complimenti.

23 commenti:

  1. Concordo in tutto e per tutto.
    Grandissima sorpresa e ottimo film.
    Sono sempre contento quando (ri)scopro la nostra affinità cinematografica.

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    1. Fa sempre piacere condividere sensazioni "affini", ma anche quando non succede è comunque bello confrontarsi... :)
      Questo comunque è un ottimo film, non era affatto facile confrontarsi con un tema abbastanza abusato nella fantascienza (i viaggi nel tempo) e trarne qualcosa di interessante. Complimenti ai due registi (anche sceneggiatori)

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  2. Oh sob, per me invece è robetta!
    Tu citi Nolan e io lo metterei in mezzo solo per dire che questo film l'avrebbe dovuto almeno scrivere lui... in quel caso sarebbe stato una bomba.
    Invece vuole essere un thriller ma non sa esserlo. I colpi di scena sono tutti anticipabili.
    Poi io tutte quelle riflessioni filosofiche non le ho viste. :-)

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    1. Io tutta questa venerazione per Nolan, lo confesso, non l'ho mai avuta... il "ragazzo" è bravo, sa di esserlo, fa ottimi film che però vengono sistematicamente sopravvalutati dalla critica (almeno per me, ovviamente). I film di Nolan sono stilisticamente perfetti ma "freddi" come il ghiaccio, non riescono mai a scaldare il cuore fino in fondo, i suoi personaggi sono sempre funzionali alla storia che racconta ma non brillano mai di luce propria. Sono pedine di un ingranaggio.

      Questo piccolo film, invece (costato - è bene dirlo - 1/10 di quanto è costato Interstellar) ha il merito di umanizzare i suoi personaggi (uno soprattutto, la ragazza) e scavare nel suo passato, nel suo dolore, nella sua psiche desiderosa di vendetta e riscatto.

      Non credo che Predestination voglia essere un thriller. E' vero che i colpi di scena (almeno fino a metà film) sono prevedibili, ma secondo me lo scopo del film non è tanto la trama quanto farci riflettere sul significato dell'individualismo e dell'accettazione di noi stessi. Riuscendoci per me molto bene :)

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    2. Nemmeno io venero nolan (in realtà non venero mai nessuno ;-) ) ma penso che avrebbe reso meglio con questo soggetto.
      E il fatto dei personaggi lo condividerei, ma solo per alcuni casi. In questo film per me era impossibile empatizzare coi personaggi perché la scrittura era incasinata. Apre tanti temi e non si capisce se e quando li chiuda.
      Per dire, invece, trovo che con the prestige uno sia obbligato ad entrare nella mente dei personaggi. Quali trovi sopravvalutati? Interstellar forse è stato esaltato più del dovuto, ma lì il problema sta nel fatto che alcuni anziché fare della critica mitizzano degli autori, fino a dire capolavoro a ogni film che esce.

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    3. Infatti considero "The Prestige", a tutt'oggi, il miglior film di Nolan (insieme a "Memento" e, pur con qualche riserva, a "Batman Begins"). Dopodichè a mio avviso si è ammalato di "bulimia" e sindrome di onnipotenza confezionando film giganteschi e aridi, per quanto stilisticamente validissimi che, lo ripeto, assomigliano tanto a dei complicati esercizi di stile fini a se stessi (a me "Inception" ha lasciato solo un gran mal di testa... mentre i i due successivi Batman e "Interstellar" alternano momenti di grande cinema a sequenze di sconcertante banalità).

      Riguardo "Predestination", è chiaro che il gusto personale dipende molto da quanto si è disposti a farsi prendere dalla struttura del film: a me la trama non è parsa affatto "incasinata"... tra l'altro come ho già detto rispecchia fedelmente il racconto di Heinlein, uno dei massimi scrittori di Fantascienza in assoluto, consentendo allo spettatore di scoprire a poco a poco il dramma e la psicologia dei protagonisti. Ma è chiaro che a chi non piace il genere farà fatica a empatizzare con loro.

      Sono d'accordissimo invece con la tua considerazione sulla critica: è vero, ormai (specialmente sui siti web) si è creata una categoria di pseudo-critici che mitizzano, oppure al contrario stroncano senza mezze misure un certo film o un certo autore unicamente per motivi ideologici. E questo càpita spesso con quei cineasti che si si sono guadagnati l'aura di "registi di culto" (pensiamo, oltre a Nolan, anche a Tarantino, Winding Refn, Kitano, ecc...) e verso i quali anche la minima critica negativa viene considerata delitto di lesa maestà. Una situazione del genere mi era capitata proprio recensendo Interstellar, se vuoi ti metto qui il link per renderti conto della cosa...

      http://solaris-film.blogspot.it/2014/11/interstellar.html

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    4. Concordo, anche epr me il migliore è The prestige, tuttavia Inception non mi è dispiaciuto affatto. Ho parlato di Memento da poco sul blog ;-)

      Ho letto il racconto da cui è tratto e quello nella sua brevità riesce proprio a farti entrare nel dramam del protagonista, lo dicevo nel mio commento al film, ma siccome nella sceneggiatura lo hanno dovuto allungare per me questa cosa si perde completamente.
      Certo è che molto dipende anche da una questione di gusto come dici tu :)

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  3. Secondo me i fratelli Spierig devono ancora farsi un pò le ossa, questo film è il migliore di quelli che hanno fatto, ma in mani più esperte avrebbe potuto essere fighissimo, invece è solo molto godibile, al netto dei MACCOSA ;-) Cheers!

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    1. E' il primo che vedo di loro, e sinceramente mi è piaciuto: ho apprezzato soprattutto la loro umiltà nel non aver voluto stravolgere il bel racconto di Heinlein ma, anzi, rimanendogli molto fedeli. Ho apprezzato soprattutto il tentativo di indagare a fondo nella personalità dei protagonisti, cosa che generalmente non viene fatta in prodotti di questo tipo.

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  4. Promosso anche per me, soddisfatto di questa visione :)

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  5. E' stata una sorpresa anche per me, ho cominciato a vederlo con tanto "snobbismo" addosso ed invece oltre a raccontare una storia avvincente e malata è filmato anche benissimo. Chi l'avrebbe mai detto? :P
    Ogni tanto è bello ricredersi :D

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    1. Vedi? Io invece mi sono fidato: credevo fosse un fondo di magazzino, ma poi quando ho visto che c'era di mezzo Heinlein mi sono detto "diamogli una possibilità..." :)

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  6. Perdonami Sauro ho letto solo metà della recensione per non rovinarmi la sorpresa. Mi fa un gran piacere leggere che si sia rivelata una sorpresa positiva. A volte basta davvero poco, anche una trama non originale, ma ben raccontata e ben recitata, per regalarci qualche chicca. Di Robert Heinlein ti consiglierei "La porta sull'estate" letto qualche mese fa. E' davvero delizioso. Sai che non sapevo che fosse filonazista? Pazienza :(, ma come scrittore resta sublime e posso dire che i suoi libri, anche se di 50 anni, sembrano "nuovi."

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    1. Ciao Silvia, puoi leggere tranquillamente tutta la recensione: sai che non spoilero mai e quando lo faccio avverto... :)
      Ho letto anch'io il libro di cui mi parli, e anche a me è piaciuto: Heinlein è uno dei massimi scrittori di fantascienza, aldilà delle sue opinioni politiche.

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    2. Ok letto tutto ^_^ . Sì hai ragione, tu non spoileri mai. Storia davvero interessante. E intrigante. Sai che anche io vivo un rapporto di amore/odio per Nolan? Niente da dire sulla sua regia e sugli spunti di riflessione che lancia, però sì è molto freddo. Sono contenta che hai letto la porta sull'estate. Ovviamente concordo su Ethan Hawke: davvero sottovalutatissimo. Quest'anno speravo che fosse finalmente la volta buona per un riconoscimento, ma ormai.

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  7. Di Heinlein, a differenza tua, non ho amato tutto. Però questo racconto è effettivamente una delle sue cose migliori, e se il film lo rispecchia fedelmente potrei anche decidermi a vederlo :)

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    1. Sì, il film è molto fedele al racconto. E anche le parti "ampliate" a mio modo di vedere ne conservano intatto il senso: vai a vederlo, potrebbe sorprenderti...

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  8. sono contento che l'hai gradito, per me , a suo tempo, fu una grandissima sorpresa...

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    1. Esatto: graditissima sorpresa, bradipo!

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  9. Ciao Sauro, ho provato a cercare in libreria il racconto di cui parli ma mi dicono che è difficile da reperire... tu che edizione hai? Sono interessato a leggerlo a quest punto!
    Un saluto e grazie in anticipo.
    mauro

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    1. Ciao Mauro!
      Macchè libreria... ormai in rete si trova tutto! Guarda qui:

      http://www.chiaramicheli.it/robert-a-heinlein-tutti-i-miei-fantasmi-1959/

      buona lettura! :)

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    2. Grazie davvero!!!

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