martedì 5 luglio 2016

NOTTE HORROR 2016 - FUNNY GAMES


E anche per quest'anno, il terzo consecutivo, la "notte horror" torna su SOLARIS e su tutti i blog "amici"  che aderiscono a questa bella iniziativa: l'estate, si sa, è tempo di brividi... e allora come non invogliarvi a "rabbrividire" insieme a noi recuperando qualcuno di questi film? La formula è sempre la stessa: ogni martedì (tradizionalmente il giorno caro a Zio Tibia) due recensioni su due blog diversi a due orari diversi (le 21 e le 23). La scaletta è ancora "work in progress" ma piano piano si va componendo. SOLARIS ha, per questa volta, il privilegio di aprire le danze: lo faccio con una pellicola molto particolare, forse un po' anomala in questa rassegna poichè l'orrore qui è solo percepito e (quasi) mai mostrato, ma che a mio modestissimo parere è uno dei film più agghiaccianti e disturbanti del cinema moderno...


FUNNY GAMES
di Michael Haneke (Austria, 1997)
con Susanne Lothar, Ulrich Muhe, Arno Frisch, Frank Giering, Stefan Clapzynski
durata: 103 minuti

Padre, madre, figlioletto, una bella casa in un quartiere residenziale, ritratto tipico di una famiglia medio-borghese. Un quadretto idilliaco che un giorno, all'improvviso, viene sconvolto da un fatto tremendamente fuori dell'ordinario: una coppia di ragazzi, con una scusa banale, si introduce in casa e sequestra la famigliola minacciando (e soprattutto mettendo in pratica) torture e sevizie di ogni tipo, materiali e psicologiche, fino alle estreme conseguenze...

Quando Funny Games uscì, nell'ormai lontano 1997, dire che fece scalpore è un eufemismo: film agghiacciante, devastante per crudeltà, freddezza e orrore. Il suo regista, Michael Haneke, in seguito avrebbe vinto due Palme d'oro a Cannes (con Il nastro bianco e Amour), e questo film gli regalò la notorietà: paragonato immediatamente ad Arancia Meccanica, Funny Games non ebbe un successo immediato a causa dell'osticità della lingua tedesca e della scarsa distribuzione fuori dei confini europei, ma diventò subito un piccolo cult movie, tanto che dieci anni dopo lo stesso regista ne girò un remake-fotocopia per il mercato americano, con protagonisti Michael Pitt e Brady Corbet.


In realtà Funny Games è profondamente diverso da Arancia Meccanica, se possibile ancora più disturbante: non c'è infatti alcun disagio interiore, nessun retaggio del passato, nessuna tara psicologica che pesa sui personaggi, come invece era il caso di Alex, il protagonista del capolavoro di Kubrick. Qui i due ragazzi sono perfettamente sani, lucidi, consapevoli delle loro azioni: torturano e uccidono semplicemente per il gusto di farlo, senza motivazioni valide, lasciando sbigottito lo spettatore.

Haneke svela in questo film quelli che saranno, in futuro, i punti fermi del suo cinema: un nichilismo senza ritorno, una tensione e una glacialità che spaventano per la perfezione con cui vengono messe in scena: non è un film splatter, nessuna efferatezza viene mostrata, tutto quello che accade è inquadrato fuori campo, immaginato, eppure nemmeno per un attimo fatichiamo a credere che non sia vero... la follia si fa strada a poco a poco dentro di noi fino a diventare insostenibile e inimmaginabile, anche attraverso trovate meta-filmiche di agghiacciante genialità (la donna che, col telecomando, riporta indietro la situazione ad un attimo prima, quasi ci trovassimo dentro un videogame, in cui il "gioco" - e quindi l'incubo - si può ripetere all'infinito...).

Ciò che disturba è, appunto, l'apparente naturalezza con cui vengono messe in scena queste terribili situazioni: lo spunto del film è infatti piuttosto banale e già visto (il finto perbenismo degli ambienti borghesi), ma è la "confezione" ad essere spaventosa: i due aguzzini sono ragazzi benestanti, belli, senza problemi particolari. Si divertono a massacrare le famiglie per hobby, per passare il tempo, senza remore nè turbamenti. Ed è proprio qui che il nostro cervello, razionalmente, non riesce ad arrivare: non riusciamo a capire il perchè di certi comportamenti... ammesso che un perchè ci sia davvero.
Ed è questa, forse, la domanda-chiave del film.
  

26 commenti:

  1. Posso dirlo che io ho preferito il remake? Lo so che sono praticamente identici, ma mi ha veramente "terrorizzato" a differenza dell'originale. Comunque capolavoro disturbante

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    1. Che dire... in effetti, appunto, sono due film-fotocopia: e nel remake, ovviamente, manca l'effetto-sorpresa. Però tutti i gusti sono gusti :)

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  2. Grandissimo film. Fa niente che non sia propriamente un horror, sicuramente peró provoca irrore e disgusto nello spettatore

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    1. Diciamo che non è un "horror" nel senso stretto del termine (non ci sono sangue e scene splatter) ma l'orrore è presente in ogni fotogramma

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  3. Una delle cose più terrorizzanti viste in vita mia...praticamente con Hanecke ci ho fatto pace solo dopo aver visto "amour"...

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    1. Beh, anche "Amour" non è proprio leggerino... per me, invece, "Amour" è il film che mi è piaciuto meno di Haneke, proprio perchè non è esattamente glaciale come tutti i film precedenti (è un film a metà: troppo poco sentimentale e troppo poco raggelante a seconde dello scopo che persegue o che uno pensa). Questo, invece, è clamorosamente terribile!

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  4. Uno dei miei dieci film preferiti non per nulla :) anche se ci ho dato una lettura leggermente diversa.

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    1. L'hai recensito anche te? Vengo a leggere!

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  5. Io ho visto il remake, terrorizzava anche quello! Haneke mostra come il gene del male si insinui nella quotidianità con una banalità disarmante. Da brividi, perfetto per la nostra notte horror!

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    1. Grazie! Sì, anch'io li ho visti entrambi: il remake è un film volutamente fotocopia dell'originale ed è altrettanto terribile, anche se ovviamente ti manca l'effetto-sorpresa

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  6. Un film disturbante e terrificante sotto tanti aspetti.
    Non il mio preferito di Haneke, ma gran vedere comunque.

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    1. Il mio preferito di Haneke è senza dubbio "Il nastro bianco", questo però bisogna dire che è il suo vero e proprio "manifesto", una specie di dichiarazione programmatica della sua opera...

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  7. Amo questo film, nonostante trovi insostenibile arrivare alla fine. Poco adatto ad una notte horror se posso dire, ci vogliono le supercazzole!! :P

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    1. Hai ragione, condivido anch'io che non sia adattissimo alla serata... il fatto è che di horror ne vedo pochissimi e mi dispiaceva tanto non partecipare a questo evento che ormai è una piacevole tradizione :D

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  8. Nonostante Michal Pitt, alla versione americana non sono mai arrivata perchè l'inquietudine e il "male" di questo film non se n'è andato per giorni.
    Un gran gran film!

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    1. Come non capirti... neppure io l'ho rivisto :D sono andato a memoria!

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  9. Ottimo commento e concordo in pieno con te, i paragoni con “Arancia Meccanica” erano a scopo pubblicitario e basta, il film di Haneke è un esperimento sociologico sulla violenza nei film, il modo ideale di vederlo è a casa, con il telecomando a portata di mano secondo me. Quando mi ritrovo ad esultare per la morte di un personaggio particolarmente stronzo in un film (a volte capita), realizzo che Haneke ha davvero mandato a segno un gran film. Cheers!

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    1. Ottimo commento, Bara! Hai scritto in quattro righe una mini-recensione dove hai detto davvero tutto e benissimo. Grazie!

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    2. Grazie a te per l'ottimo pezzo ;-) Cheers!

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  10. Avevo visto il remake parecchio tempo fa e ne sono ancora troppo disturbato per pensare di recuperarmi questo... :)

    Comunque a questo giro di notte horror sono rimasto "leggermente" indietro. Voi avete già iniziato e io devo ancora decidere di quale titolo parlare.

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    1. Tranquillo, hai tutta l'estate per pensare a un titolo... :)

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  11. Mi confondo tra remake e originale. Probabilmente li ho visti tutti e due (non erano 3?) o forse no.. in ogni caso un gran bel film!

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  12. Che sensazione di fastidio profondissimo! In particolare il remake, la faccia di Michael Pitt secondo me era perfetta!

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    1. Vero. In effetti, ecco, se il remake ha un punto a suo favore è proprio per gli attori: Pitt è inquietantissimo! :)

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  13. Adoro Haneke e in particolare questo film, disturbante come pochi, anche più di film come "Hostel" (che non mi è piaciuto quasi per nulla) che sono molto più voyeuristici....Inoltre Haneke si dimostra di essere un folle genio con quella lunga sequenza (mi pare duri otto minuti) di inquadratura fissa in cui si vede solo la tv macchiata di sangue e si sente qualche rumore di sottofondo...Fantastico

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