mercoledì 28 settembre 2016

I MAGNIFICI SETTE

(The Magnificent Seven)
di Antoine Fuqua (Usa, 2016)
con Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, Lee Byung-Hun, Martin Sensmeier, Manuel Garcia Rulfo, Peter Sarsgaard, Haley Bennett, Matt Bomer
durata: 132 minuti


Una perfetta operazione-nostalgia, senza pretese autoriali, con l'unico obiettivo (dichiarato e centrato) di far divertire il pubblico in sala. Antoine Fuqua è un gran furbacchione: ha capito subito che non era il caso di fare a pugni con il mito (ovvero l'originale del 1960 diretto da John Sturges, con Steve McQueen, Yul Brinner e Charles Bronson, già a sua volta remake de I Sette Samurai di Kurosawa) ed ha confezionato un film che è una rispettosa e deferente trasposizione del celebre "antenato", ovviamente aggiornata ai tempi che corrono...

Così, I Magnifici Sette versione 2.0 è un robusto western d'intrattenimento, poco incline alla storiografia e alla caratterizzazione dei singoli personaggi e, al contrario, molto più spettacolare e in perfetto stile hollywoodiano: tanta azione, tante sparatorie, tanti duelli abilmente coreografati, una piccola dose d'ironia (non è comunque una commedia), grandi spazi ripresi in cinemascope.

La "novità", se così vogliamo chiamarla, sta proprio nella scelta dei personaggi, tutti all'insegna del politically-correct (inteso come cast multietnico, scelto in modo da non scontentare nessuno: c'è il nero Denzel Washington, l'ispanico Manuel Garcia Rulfo, l'indiano Martin Sensmeier, l'asiatico Lee Byung-Hun... quanto siamo lontani dai western "ariani" ed ideologicamente ambigui - per non dire peggio - degli anni '50!). Naturalmente non è stato trascurato nemmeno l'aspetto "sexy" della pellicola, per una volta, direi, un bel po' sbilanciato verso il pubblico femminile: Chris Pratt ed Ethan Hawke, insieme al piccolo ma significativo cameo di Matt Bomer, assicurano infatti una buone dose di testosterone!

Scherzi a parte, la trama è, come detto, piuttosto fedele alla versione originale: la prima metà del film è tutta dedicata alla formazione della combriccola dei sette pistoleri, ingaggiati dalla giovane Emma Cullen (Haley Bennett, unica donna del cast) per porre fine alla dittatura violenta del perfido capitalista Bart Bogue (Peter Sarsgaard), che "amministra" a modo suo il piccolo borgo di Rose Creek, uno sputo di paese a due passi dalle ricche miniere d'oro al confine tra Arizona e California, dove tutti i poveri abitanti sono stati ridotti in schiavitù dal tiranno locale.

La seconda parte è invece un tripudio di scene madri, duelli e sparatorie, che ha il culmine nello scontro a fuoco tra i Magnifici Sette (aiutati - si per dire - dagli abitanti del villaggio, in precedenza "istruiti" al combattimento, in una delle sequenze più divertenti del film) e le forze soverchianti dell'esercito mercenario di Bogue: una battaglia che Fuqua, abilmente, non fa mai scadere nell'epico o nel tragico, evitando ogni tipo di retorica e concentrandosi esclusivamente sulla resa spettacolare delle scene d'azione, filmate con grande perizia.

Una pellicola, quindi, astutamente "umile" e di puro svago, che va dritta all'obiettivo. Inutile aspettarsi altro: se amate i western duri, crepuscolari e politici alla Sam Peckipah statene lontani... questo non è proprio il vostro film. Ma se desiderate concedervi una seratina tranquilla di ottimo cinema hollywoodiano, disconnettendo il cervello e godendovi unicamente lo spettacolo, questi 132 minuti passeranno in un battito di ciglia.
E non è affatto poco.

12 commenti:

  1. A sorpresa lo stanno promuovendo un po' tutti proprio in virtù della sua onestà

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti. L'umiltà (o comunque il riconoscere i propri limiti, o, ancora, il dichiarato scopo commerciale) non è necessariamente un punto a sfavore, anzi.

      Elimina
  2. visto ieri sera, e naturalmente condivido: oltre due ore di gran divertimento e gran ritmo. Non era affatto scontato!
    Buona serata.
    Mauro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Mauro, buona serata anche a te!

      Elimina
  3. Adesso, onestamente, definire "ariana" la produzione western degli anni '50 mi pare un tantino esagerato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho messo tra virgolette, non so se hai notato: mi pare una critica sinceramente fuori luogo... è ovvio che la frase deve essere contestualizzata, a meno di non voler deliberatamente far polemica.

      Elimina
  4. Stranamente mi aspettavo qualcosa di trucido, invece mi ha convinto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me. Ripeto: una perfetta operazione di marketing che si lascia vedere con piacere :)

      Elimina
  5. conto di vederlo domani sera, mi sembra sia quello che ci vuole per tornare in sala dopo le vacanze...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Direi di sì, un buon vecchio filmone "come quelli di una volta", spettacolare e poco impegnativo per il cervello. Fammi sapere che ne pensi... e, a proposito, bentornata!

      Elimina
    2. Grazie! :)
      A me il film è piaciuto, mi reputo decisamente soddisfatta. Denzellone è sempre una granitica certezza!

      Elimina
    3. Vero? Proprio un bel giocattolone! A proposito, Denzellone visto dal vivo è davvero impressionante: un armadio! Ce l'avevo a non più di una decina di metri e... faceva ombra! Forse è lo schermo che snellisce :)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...