mercoledì 24 gennaio 2018

OSCAR 2018 : LE NOMINATIONS


Primo commento "ragionato" alle nominations 2018, in attesa delle "grandi manovre" in vista dell'Oscar. Ma quest'anno, per una volta, chiunque vinca andrà bene: è stata una stagione di altissimo livello.


Comunque vada sarà un successo, recitava un fortunato slogan televisivo di qualche anno fa. E di sicuro sarà così anche ai prossimi Oscar, che quest'anno vedono in lizza un parterre di lusso come non si vedeva da tempo. E' stata innegabilmente una grande annata per il cinema americano (ben rappresentata dalle nominations che potete scorrere sotto) tanto è vero che quest'anno la competizione è davvero serratissima e di alto livello: in altre edizioni un film come La forma dell'acqua di Guillermo Del Toro, per dire, avrebbe vinto a mani basse... e magari, chissà, andrà davvero così, ma la concorrenza da superare è tanta e qualificata: dal bello e toccante Tre manifesti a Ebbing di Martin McDonagh (personale colpo di fulmine di chi scrive) al raffinato Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, al frizzante Lady Bird, allo spielberghiano The Post. Per non parlare poi due titoli "stranieri" ma diversissimi tra loro: il kolossal Dunkirk del britannico Christopher Nolan e il piccolo ma emozionante Chiamami col tuo nome, del nostro Luca Guadagnino.

Vinca il migliore, dunque. E c'è anche chi ha già vinto ancor prima di "giocare": di sicuro Alberto Barbera, curatore della Mostra di Venezia, i cui film presentati al Lido mettono insieme ben 21 candidature. Ma in Italia (come del film di Guadagnino) di tutto questo non si parla...


"La forma dell'acqua", di Guillermo Del Toro
I FILM
Se l'anno scorso in parecchi avevano storto il naso per qualche esclusione eccellente (Scorsese, Eastwood, Dolan) quest'anno l'Academy è corsa prontamente ai ripari: tra i nove film candidati per la statuetta più importante c'è davvero il meglio del cinema americano dell'ultima stagione, nessuno è stato dimenticato. Guillermo Del Toro, dopo il Leone d'Oro veneziano, con le sue tredici nominations complessive è naturalmente il favorito d'obbligo, ma attenzione alle sorprese: quest'anno la concorrenza è davvero agguerrita e qualificata, a cominciare dal bellissimo Tre manifesti a Ebbing, Missouri, già trionfatore qualche settimana fa ai Golden Globes e, a dire il vero, uscito un pochino ridimensionato da queste candidature (tra le quali manca, incredibilmente, quella per la regia). Però il film di Martin McDonagh ha già in tasca le statuette per la sceneggiatura e per gli attori (ne parleremo nel paragrafo successivo) e rimane un frontrunner molto, molto accreditato. Almeno al pari di Dunkirk di Christopher Nolan (che prima o poi un Oscar dovrà vincerlo per forza) e, ne siamo davvero felici, a Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, grande cineasta finalmente preso in considerazione dall'Academy.

"Tre manifesti a Ebbing, Missouri" di Martin McDonagh
Ma l'Academy, anche per darsi un contegno, non manca mai di gettare uno sguardo anche al cinema indie americano, quest'anno ben rappresentato da due pellicole diversissime tra loro: se le quattro candidature a Scappa (Get Out) ci sembrano piuttosto generose, spicca invece tra i candidati Lady Bird di Greta Gerwig, tenera e intelligente commedia minimalista con una bravissima interprete (Saoirse Ronan). Restano poi L'ora più buia e The Post. Il primo è uno one-man-show didascalico e pesantuccio fatto apposta per far vincere l'Oscar a Gary Oldman, mentre ancora una volta Steven Spielberg è stato abbastanza snobbato, quasi come simbolo di un passato glorioso ma ormai un po' old-fashioned.

Ho volutamente lasciato per ultimo Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino: la stampa italiana, dopo averlo "ripudiato" (se non deriso) per tutta la carriera, adesso lamenta le "sole" quattro nominations conquistate... invece è bene dirlo forte e chiaro: per un piccolissimo film low-cost, a basso budget, senza le grandi major alle spalle (e quindi senza l'enorme grancassa pubblicitaria degli studios) queste quattro nominations (tutte importanti: miglior film, miglior attore, sceneggiatura e canzone originale) sono un vero e proprio miracolo. Molto probabillmente nemmeno una si trasformerà in un Oscar, ma Guadagnino merita solo applausi. Comunque vada, lui ha già vinto.

"Il filo nascosto" di P.T. Anderson

GLI ATTORI
Anche se agli Oscar tante volte si entra papa e si esce cardinale (e quindi le sorprese sono sempre in agguato) mai come quest'anno le categorie riservate agli interpreti appaiono così scontate: tra i protagonisti Gary Oldman dovrebbe vincere a mani basse la statuetta per il miglior attore (con buona pace di due "mostri" sacri come Daniel Day-Lewis - al suo ultimo film - e Denzel Washington, e due giovani rampanti come Timothee Chalamet e Daniel Kaluuya). Idem tra le signore: per Frances McDormand l'Oscar dovrebbe essere una pura formalità (e per lei sarebbe il secondo, dopo vent'anni) anche se dovrà guardarsi le spalle dalla brava Sally Hawkins (che potrebbe scalare le preferenze in caso di vittoria schiacciante de La forma dell'acqua) e dalla giovane Saoirse Ronan, che a soli 23 anni è già alla sua terza candidatura. Minime invece le speranze per un'altra diva in ascesa, la bionda Margot Robbie (convincente in I, Tonya) che comunque è lanciatissima a Hollywood. Sorvolo sulla ventunesima (!) candidatura per Meryl Streep... insomma, che è brava (forse la più brava di tutte) è risaputo, ma la sensazione è che l'Academy la candiderebbe anche se leggesse le istruzioni del Folletto.

"L'ora più buia" di Joe Wright
Poca suspance anche tra i cosiddetti "supporter", cioè i non protagonisti... oddio, si fa un po' fatica a considerare non protagonista uno come Sam Rockwell, strepitoso in Tre manifesti a Ebbing, Missouri: per lui l'Oscar appare scontato e sacrosanto, in una cinquina di grande livello: con lui ci sono il "collega" (di film) Woody Harrelson, Richard Jenkins, Willem Dafoe e il quasi novantenne Chistopher Plummer, subentrato "in corsa" a Kevin Spacey in Tutti i soldi del mondo. Tra le donne, l'unica incertezza sarà tra Allison Janney (già vincitrice del Golden Globe) e la veterana Octavia Spencer, che come la Hawkins potrebbe sfruttare l'effetto-domino in caso di una notte trionfale per il film di Del Toro. 







I REGISTI
Parlando di regia, c'è spazio per una (piccola) polemica: possibile che per Martin McDonagh, che ha diretto uno dei film più belli e premiati dell'anno (Tre manifesti a Ebbing, Missouri) non ci sia posto nella cinquina di nomi che si giocherà la statuetta? Possibile che anche Luca Guadagnino, autore come detto di un piccolo "miracolo cinefilo", non meriti la candidatura per Chiamami col tuo nome? E, soprattutto, possibile che al loro posto ci sia invece il signor Jordan Peele, inopinatamente nominato per un film poco più che discreto (ma ruffianissimo) come Scappa (Get Out), il cui unico merito è quello di aver saputo cogliere il momento giusto in cui uscire in sala, ovvero in piena propaganda anti-trumpiana? Domande retoriche, certo, dato che a Hollywood queste cose sono sempre successe... Comunque l'assenza di McDonagh, manco a dirlo, dovrebbe spianare la strada a Guillermo del Toro, già premiato ai Globes e in cerca di una meritata consacrazione come Autore mainstream a tutti gli effetti. Christopher Nolan (uno che dovrebbe avere la bacheca piena di Oscar e invece ha dovuto girare dieci film per guadagnarsi la prima candidatura) probabilmente starà a guardare, mentre ci fa immensamente piacere la nomination a Paul Thomas Anderson, un altro "gigante" entrato finalmente nei radar dell'Academy.

"Dunkirk" di Christopher Nolan

LE ALTRE CANDIDATURE
James Ivory, a 90 anni suonati, potrebbe vincere il suo primo Oscar per la sceneggiatura di Chiamami col tuo nome, e potrebbe essere l'unico premio davvero possibile per il film di Guadagnino (e sarebbe meritatissimo), mentre tra le sceneggiature originali ci sarà il "solito" duello tra La forma dell'acqua e Tre manifesti a Ebbing, Missouri (con quest'ultimo nettamente favorito). Il film di Del Toro dovrebbe poi fare incetta di premi tecnici, mentre Coco non ha oggettivamente rivali tra i cartoni. Tra i compositori troviamo ancora l'ottantaseienne John Williams (alla cinquantunesima candidatura!) mentre chissà quali scongiuri farà il grande Roger Deakins, giunto alla quattordicesima nomination per la fotografia (stavolta per Blade Runner 2049) e mai vincitore. Difficile, come al solito, fare pronostici sui film stranieri, anche se The Square (già premiato a Cannes) parte favorito, ma dovrà guardarsi da altre belle pellicole come L'insulto (visto a Venezia), Corpo e anima (Orso d'Oro a Berlino) e il russo Loveless.

Miglior film[modifica | modifica wikitesto]

Migliore regia[modifica | modifica wikitesto]

Migliore attore protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Migliore attrice protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Migliore attore non protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Migliore attrice non protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Migliore sceneggiatura originale[modifica | modifica wikitesto]

Migliore sceneggiatura non originale[modifica | modifica wikitesto]

Miglior film straniero[modifica | modifica wikitesto]

Miglior film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

Migliore fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Miglior montaggio[modifica | modifica wikitesto]

Migliore scenografia[modifica | modifica wikitesto]

Migliore colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Migliore canzone[modifica | modifica wikitesto]

Migliori effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Miglior sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Miglior montaggio sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Migliori costumi[modifica | modifica wikitesto]

Miglior trucco e acconciatura[modifica | modifica wikitesto]

Miglior documentario[modifica | modifica wikitesto]

Miglior cortometraggio documentario[modifica | modifica wikitesto]

  • Edith+Eddie, regia di Laura Checkoway e Thomas Lee Wright
  • Heaven is a Traffic Jam on the 405, regia di Frank Stiefel
  • Heroin(e), regia di Elaine McMillion Sheldon e Kerrin Sheldon
  • Knife Skills, regia di Thomas Lennon
  • Traffic Stop, regia di Kate Davis e David Heilbroner

Miglior cortometraggio[modifica | modifica wikitesto]

  • DeKalb Elementary, regia di Reed Van Dyk
  • The Eleven o'Clock, regia di Derin Seale e Josh Lawson
  • The Silent Child, regia di Chris Overton e Rachel Shenton
  • Watu Wote/All of Us, regia di Katja Benrath e Tobias Rosen

Miglior cortometraggio d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Dear Basketball, regia di Glen Keane e Kobe Bryant
  • Garden Party, regia di Victor Caire e Gabriel Grapperon
  • Lou, regia di Dave Mullins e Dana Murray
  • Negative Space, regia di Max Portner e Ru Kuwahata
  • Revolting Rhymes, regia di Jakob Schuh e Jan Lachauer


11 commenti:

  1. E aspettiamo il 4 marzo per il responso dei membri dell'academy con i vincitori ^_^

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    1. Sì, manco a dirlo anche quest'anno sarà una lunghissima notte! ;)

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  2. A me sinceramente perplime l'assenza della Bigelow e del suo Detroit, per il resto tifo spudoratamente Del Toro, McDormand e uno qualsiasi dei suoi due colleghi di film ed aspetterò con ansia il 4 marzo cercando di recuperare quante più pellicole possibili anche se come al solito dalle mie parti arriverà ben poco (qualcuno ha detto Guadagnino? Qui gli hanno preferito Rovazzi, Lello Arena e Ligabue. No comment.).

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    1. Non sei la prima a farlo notare: a me, personalmente, il film della Bigelow non ha entusiasmato, però c'è chi non ha esitato a parlare di capolavoro. Una cosa è certa: di sicuro "Detroit" è un film "scomodo" che non rientra nei canoni tipici dell'Academy che, come noto, non fa sconti alle pellicole che non le piacciono. Ma questo, intendiamoci, non significa che non possa essere un grande film

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  3. Ieri era ho visto il film di Guadagnino e me ne sono innamorato: tiferò spudoratamente per lui!
    Un abbraccio e buon weekend.
    Mauro

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    1. Io lo vedrò domenica Mauro: di sicuro con parecchio hype! :)

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  4. Sono sicura che non vincerà nulla, ma io sono già innamorata persa del film di Anderson <3

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    1. A chi lo dici... PT Anderson e Daniel Day-Lewis, quest'ultimo all'ultimo film della carriera (ma io spero tanto di no...) quanto basta per aspettarsi l'ennesimo grande film. E il fatto che quest'anno pure l'Academy se ne sia accorta fa pensare proprio a qualcosa di grandioso. Non vedo l'ora di vederlo!

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  5. Sei stato troppo tenero con Get out.
    Infatti se proprio devo riconoscere dei meriti a Peele questi stanno proprio nell'aver venduto come "buono" uno dei film più razzisti che mi è capitato di vedere negli ultimi anni.
    Inoltre, anche a prenderlo come innocuo film di genere l'impressione è negativa per come lo svolgersi della trama va a sbattere nell'involontariamente comico e alle incoerenze più astruse.

    Davvero, qualsiasi film poteva andar bene al posto delle nominations date a 'sta roba.

    I miei migliori saluti
    T.S.

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    1. In effetti ogni anno l'Academy su fa "turlipinare" da qualche filmetto furbo, fintamente "indie", spacciato per film d'autore... quest'anno è toccato a "Scappa/Get Out". Che, preso a sè, non è nemmeno così malvagio, ma vederlo concorrere all'Oscar è davvero troppo!

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  6. Vero.
    Però quello che fa più riflettere sulla nomina di Get out è che il suo essere "furbetto" sta nello spacciare come accettabile un film razzista e raffazzonato.

    Cioè, promuovere l'opera di Peele mi pare un bel controsenso nella hollywood del politicamente corretto... o basta che i bianchi siano i cattivi (di serie b, tra l'altro) e tutto va bene?


    I miei migliori saluti
    T.S.

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