giovedì 16 agosto 2018

ANON





titolo originale: ANON (GB/Germania, 2018)
regia: ANDREW NICCOL
sceneggiatura: ANDREW NICCOL
durata: 99 minuti
giudizio: 


In un futuro molto prossimo, sul pianeta Terra non esistono più la privacy e l'anonimato. Ogni essere umano è dotato fin dalla nascita di un microchip sottopelle che registra ogni attimo della nostra vita, che può essere visionato in ogni momento dalle autorità governative (le quali, senza bisogno neppure di un visore ma semplicemente con il pensiero, possono scambiarsi informazioni, dialoghi, immagini e quant'altro su qualsiasi individuo). Il database dove sono immagazzinate le informazioni si chiama Ether, una specie di mega-archivio condiviso che contiene lo scibile umano, le memorie di ogni persona senziente…

Parte da uno spunto molto interessante e certamente molto sentito da ognuno di noi Anon, il nuovo film di Andrew Niccol, regista specializzato in fantascienza (a lui si devono la sceneggiatura di The Truman Show e la direzione di Gattaca, due piccoli cult-movie del genere) che estremizza una paura tipica dei nostri tempi: l'invadenza dei social-network nella vita di tutti i giorni e la smodata voglia di apparire delle persone, fenomeno sempre più pronunciato in una società votata alla condivisione massiva. Argomento non nuovo e già esplorato in passato, anche da altri film famosi (si pensi a Strange Days) ma mai oggetto di analisi approfondita.

Anon ci prova, sfruttando una buona idea di base e una cifra stilistica raffinata, che contribuisce a creare un'atmosfera inquietante e straniante, perfettamente aderente al tema del film: l'idea di "vedere" ogni essere umano con gli occhi delle autorità (con conseguente visualizzazione grafica delle informazioni sulla rètina dell'occhio, come un display elettronico) è molto efficace e suggestiva, e rende benissimo l'idea di una privacy violata e adattata all'uso più conveniente altrui, senza possibilità di poter intervenire o difendersi. La vita delle persone diventa così manipolabile, modificabile, hackerabile e messa alla berlina dei potenti, come in un mega-incubo orwelliano portato alle estreme conseguenze.

Peccato però che a una confezione così elegante, autoriale e indovinata, non corrisponda una sceneggiatura di altrettanto buon livello, che finisce col banalizzare (a causa di una trama esile, prevedibile e piuttosto elementare) una pellicola che sarebbe potuta diventare un piccolo "caso" cinematografico. Il punto di vista dello spettatore è quello del detective Sal Frieland (un Clive Owen mai così legnoso) che si ritrova a indagare su una serie di omicidi commessi - pare - da una donna misteriosa (Amanda Seyfried, al suo primo nudo integrale), senza identità e senza passato, che nessuno conosce e che, da abilissima hacker, può "aiutare" dietro lauto compenso molte persone (potenti) a cancellare episodi spiacevoli della propria vita… come, appunto, un omicidio commesso per far fuori una persona scomoda, in un mondo in cui, per ovvie ragioni, è impossibile sfuggire alla giustizia.

Il problema è che lo sviluppo dell'indagine è piuttosto di routine, arrivando fin troppo presto a un finale "appiccicaticcio" e sbrigativo, privo di suspance, senza un vero colpo di scena, che pare quasi messo lì per far finire prima possibile un film che, narrativamente, arranca già dopo un'oretta appena. La sensazione, però, è che si tratti di una semplificazione quasi voluta, operata chirurgicamente per soddisfare un pubblico molto più generalista di quello che, mediamente, si reca al cinema: Anon è infatti una produzione Netflix, ed è stato distribuito direttamente in streaming, senza il passaggio nelle sale. Un fenomeno che, volente o nolente, d'ora in avanti condizionerà pesantemente il futuro dell'industria cinematografica e del cinema stesso (e di cui ci sarà tempo e modo per disquisire). Per adesso, limitandosi al film in questione, resta indiscutibilmente l'amaro in bocca per una bella occasione perduta.

2 commenti:

  1. In Inghilterra è uscito al cinema in contemporanea con Sky. Secondo me chi ama il cinema e può permettersi di andarci molte volte in un mese, il film in sala se lo vede, l'esperienza è diversa. Se è sopravvissuto a Blockbuster e allo streaming illegale, sopravviverà anche a Netflix! :)

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