sabato 13 ottobre 2018

A STAR IS BORN




titolo originale: A STAR IS BORN (Usa, 2018)
regia: BRADLEY COOPER
sceneggiatura: BRADLEY COOPER, ERIC ROTH, WILL FETTERS
cast: LADY GAGA, BRADLEY COOPER, SAM ELLIOTT
durata: 135 minuti
giudizio:

Doveva dirigerlo Clint Eastwood, che poi pare sia stato ben felice di passare il testimone a un Bradley Cooper ansioso di bruciare le tappe della regìa. E questo qualcosa vorrà pur dire... un progetto nato a tavolino, ennesimo remake dell'originale datato 1937 che la Warner Bros. ardeva dalla voglia di (ri)portare sul grande schermo, e non è difficile capire il perchè: la storia di E' nata una stella (chissà perchè in Italia non hanno tradotto il titolo originale, A star is born) seppur vista e stravista incarna perfettamente lo stereotipo del Sogno Americano, in questo caso quello della ragazzina povera e ingenua ma talentuosa che, con impegno e determinazione, riesce ad arrivare al successo senza scendere a compromessi...

Fantascienza? Forse sì, ma si sa che a Hollywood vanno matti per questi carrozzoni strappalacrime che tanto piacciono al grande pubblico, e sono pronto a scommettere fin da subito che A star is born sarà uno dei maggiori frontrunner per la prossima corsa agli Oscar, dove la sua protagonista, Lady Gaga, rischia seriamente di portarsi a casa la statuetta come miglior attrice, strappandolo a "colleghe" ben più quotate.

Questo perchè Lady Gaga, diciamolo subito, è l'unica vera novità di un film altrimenti piatto e patinato come pochi. La storia sembra essere stata scritta apposta per lei, ricalcando la sua carriera di cantante. Una carriera che per certi versi assomiglia molto a quella di un'altra star della musica come Barbra Streisand, non certo casualmente interprete del remake precedente, quello del 1976: fatevi un paio di riflessioni e non tarderete ad ammettere che ci sono molte analogie nelle carriere di queste due signore del pop: entrambe sono infatti due bellezze, diciamo così, non proprio"canoniche" (per non dire bruttine), ed entrambe sono passate quasi con naturalezza dalla musica al cinema, facendone la loro "professione" principale (e anche Lady Gaga, dati alla mano, si è buttata a capofitto davanti alla macchina da presa dopo le vendite non proprio stratosferiche dei suoi ultimi album...)

Del resto, è evidente che il personaggio della giovane Ally è un vero e proprio "clone" della stessa Lady Gaga, la quale non film non "interpreta" ma E' proprio se stessa, ed è giusto affermare che lo fa senza risparmiarsi, con grande passione e trasporto, a differenza del suo partner maschile (un Bradley Cooper che, forse  troppo concentrato sul suo debutto da regista, risulta insopportabilmente accademico). Il problema è che la "povera" signorina Germanotta è ormai una star talmente conclamata e planetaria che, pur non avendone ovviamente colpa, risulta davvero poco credibile nel ruolo di una trentenne sprovveduta e idealista che sogna di diventare famosa...

Ma d'altra parte è tutto il film ad essere poco credibile: la regìa acerba di Bradley Cooper lascia tutto in superficie, cercando di sopperire alla povertà artistica con infiniti, estenuanti ralenti ad effetto che lo rendono ancora più monotono. Un film dove, a parte la sua protagonista, tutto appare finto, plastificato, irreale: non si crede nemmeno per un secondo alla sincerità di una storia d'amore scontata e mal raccontata, dove anche la sceneggiatura zoppica vistosamente, esaurendo quasi subito il leit-motiv che dovrebbe coinvolgere lo spettatore (la parabola ascendente di lei, la discesa agli inferi di lui, debole e schiavo dell'alcool) per rifugiarsi nelle canzoni (belle) e negli ammiccamenti della sua coppia di interpreti.

Ci sarebbero voluti, forse, un altro regista (Clint...) e un po' più di coraggio per rendere appassionante una pellicola non necessaria e fuori tempo massimo, almeno per i cinefili, passata inopinatamente (seppur fuori concorso) all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Dove però migliaia di fan hanno preso d'assalto il red carpet fin dal mattino per accaparrarsi una foto, un autografo o un selfie con Lady Gaga... potenza del glamour ma anche, ammettiamolo, di un cinema semplice e popolare che vuole storie semplici in cui identificarsi, senza spremere troppo il cervello e lasciando spazio ai sogni. E allora, tutto sommato, va bene anche così...
    

11 commenti:

  1. No ma vabbé vengo a casa martedì prossimo e c'è all'unico cinema della mia città. E la settimana prima Steve McQueen con Le 24 ore di Les Mans, ma perchééééééééé???????

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    1. Non ho mica capito, sai... cos'è 'sta cosa di Steve McQueen??

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    2. Il cinema della mia città è vicino al mio ex asilo diventato un piccolo museo. C'è una mostra sull'Alfa Romeo e per inaugurarla il cinema aveva messo il film con MC Queen e l'ho perso. Sono a casa per una settimana e c'è solo il FILM con Lady Gaga. Se non è sfiga questa!

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  2. A me non è affatto dispiaciuto, nonostante ne state parlando tutti male: l'empatia tra loro due è evidente è convincente, le canzoni sono bellissime, la storia è come deve essere. Ogni tanto un po' di romanticismo non fa male!!

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    1. No, non fa male... però c'è modo e modo di raccontarlo: e comunque, ripeto, non è affatto un brutto film, solo che è terribilmente banale. E poco credibile. Ma andrà benissimo per i romantici ;)

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  3. Senza infamia senza lode: certo Bradley Cooper non si è dovuto spremere le meningi per raccontare una storia arcinota, ma lo ha fatto con mestiere e pulizia. Il risultato, pur non sorprendente, è comunque dignitoso.

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    1. Sono d'accordo con te. Malgrado la regia anonima di Cooper il risultato alla fine non è disastroso: è il tipo di film che il pubblico medio si aspetta, e da questo punto di vista centra l'obiettivo.

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  4. Non nutrivo grandi aspettative, ma penso che alla fine lo vedrò comunque.
    Ho come l'impressione, però, che non mi sorprenderà in positivo.

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    1. Diciamo che è difficile che ti sorprenda, in generale... tutto si può dire tranne che sia un film sorprendente: storia nota, attori noti, taglio noto. E' uno dei film hollywoodiani più accademici che si possano immaginare. Ma il risultato finale, lo ripeto, non è comunque terribile.

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  5. Hollywood è così da sempre: i film li vuole melensi, lunghi e polpettoni. Che c'è di strano??

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    1. Ma infatti, ho scritto le stesse cose: è un film nato vecchio che però ha sempre moltissimi seguaci, soprattutto negli States. E, comfermo, non mi stupirei di vederlo protagonista ai prossimi Oscar.

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