mercoledì 7 agosto 2019

HOTEL ARTEMIS



titolo originale: HOTEL ARTEMIS (USA, 2019)
regia: DREW PEARCE
sceneggiatura: DREW PEARCE
cast: JODIE FOSTER, DAVE BAUTISTA, SOFIA BOUTELLA, JEFF GOLDBLUM, STERLING K. BROWN,BRIAN HENRY, CHARLIE DAY
durata: 94 minuti
giudizio: 


Los Angeles, 2028. In una città devastata dalla rivolta popolare contro il razionamento dell'acqua, alcuni loschi criminali si danno appuntamento all' Hotel Artemis, un ospedale privato (e segreto) per soli fuorilegge, gestito con il pugno di ferro da una vecchia infermiera che nasconde un triste passato...


In una Los Angeles futuribile ma non troppo, l'acqua è diventata un bene prezioso che solo i ricchi possono permettersi: le rivolte sono all'ordine del giorno e la criminalità dilaga, scatenando furiose guerre tra bande rivali. E mentre fuori i poveracci muoiono, i delinquenti più crudeli possono invece permettersi un ospedale privato dove curarsi e rimettersi in sesto, previa "accettazione" di una vecchia infermiera che gestisce la struttura con regole ferree e insindacabili.

Questo è l' Hotel Artemis: una clinica clandestina ricavata dentro un vecchio albergo stile decò, dove i "pazienti", ovviamente anonimi, portano i nomi delle stanze che li ospitano e dove è proibita ogni forma di violenza. Detta così la sceneggiatura del debuttante Drew Pearce (anche regista) sembra proprio la fotocopia riveduta e corretta di John Wick, e... in effetti lo è! Con una sola, rilevante differenza: la presenza di una star di prima grandezza che contribuisce a far spiccare il salto di qualità a un discreto prodotto di genere, un ruvido poliziesco meno innocuo di quello che sembra...

Jodie Foster, tornata a recitare a ben cinque anni di distanza dal suo ultimo film, il patinato Elysium, stavolta si dimostra davvero coinvolta e s'impegna come ai tempi migliori. Il suo ruolo è quello della "padrona di casa", una donna anziana segnata dagli anni e dagli eventi, agorafobica, asociale, sgradevole nell'aspetto ma affabile nei modi, capace di farsi rispettare dai suoi clienti, tipi non certo raccomandabili ma totalmente sottomessi alla sua figura di governante. Un personaggio che personalmente mi ha ricordato molto la Louise Fletcher di Qualcuno volò sul nido del cuculo, il capolavoro di Milos Forman ambientato all'interno di un manicomio criminale.

E anche l' Hotel Artemis non è troppo dissimile da un manicomio, vista la particolare "fauna" che vi gravita dentro: ci sono infatti il rapinatore pentito Waikiki (Sterking K. Brown), bandito che vorrebbe redimersi, l'affascinante killer Nizza (Sofia Boutella, bellissima), l'ingenuo Honolulu (Brian Henry), l'impulsivo Acapulco (Charlie Day), fino al "capo dei capi", il vecchio Niagara (un irriconoscibile Jeff Goldblum) che è anche il padrone della baracca ma anche lui è costretto a seguire le regole dell' Infermiera, che non fa eccezioni di sorta.

Per tutta la prima parte Hotel Artemis non si discosta molto dal clichè del classico prodotto medio da intrattenimento estivo, ovvero un robusto noir futuribile senza fronzoli ma dal buon ritmo che si limita a svelare le carte in tavola, vale a dire l'ottimo cast a disposizione, del tutto funzionale al progetto. Ma è nella seconda parte che il film diventa interessante, almeno a livello contenutistico. Esattamente da quando, senza spoilerare troppo, proprio il personaggio di Jodie Foster, ovvero l' autorità fatta persona, trasgredisce una di quelle regole che lei stessa s'impegnava a far rispettare con solerzia: il tutto per compiere un gesto di umanità, per salvare una persona, una persona che potrebbe anche creare scompiglio all'interno della struttura (come puntualmente accadrà), ma che non per questo non merita di non essere soccorsa.

Ora, non sono ovviamente così idealista e ingenuo dal pensare che Drew Pearce possa conoscere le politiche anti-migratorie messe in atto da Matteo Salvini, ma certo un film del genere, dove si vede una rappresentante (a suo modo) "istituzionale" e ligia al dovere che infrange una legge ingiusta per salvare una vita umana, assumendosene le conseguenze... beh, diciamo che trova distribuzione nel nostro paese proprio al momento giusto, quasi come una doverosa risposta allo sciagurato "decreto-sicurezza" firmato dal leader leghista, che tanto fa discutere in questi giorni. L'avreste mai pensato che un film del genere (e di genere) potesse stimolare questa riflessione? Ma è il bello del cinema, no?

Per questo Hotel Artemis, al netto suoi dei difetti oggettivi (primo fra tutti, quello di essere un oggetto un po' incompiuto, un "ibrido" tra giallo, thriller, poliziesco, pulp, fantasy...) per me rimane un film godibilissimo e nient'affatto stupido, oltretutto di ottima fattura (notevole la colonna sonora, con le musiche di Neil Young e Cliff Martinez) e che ci permette di apprezzare ancora una volta un'attrice straordinaria, purtroppo molto meno attiva rispetto a qualche anno fa, ma sempre carismatica e capace di fare la differenza. Proprio come ai vecchi tempi.

2 commenti:

  1. Ne parlerò nei prossimi giorni.
    L'aspettavo molto più trash invece è quasi "serioso", salvo qualche sparata sul finale e Jeff Goldblum sempre sopra le righe.
    Molto carino, comunque!

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    Risposte
    1. Anch'io mi aspettavo una cosa molto più "terra terra", e invece come ho scritto ci sono implicazioni "sociali" che mai mi sarei aspettato in un prodotto del genere. Per me è un bene, intendiamoci! Comunque verrò a leggerti quando ne parlerai.

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