venerdì 4 ottobre 2019

JOKER




titolo originale: JOKER(USA, 2019)
regia: TODD PHILLIPS
sceneggiatura: TODD PHILLIPS, SCOTT SILVER
cast: JOAQUIM PHOENIX, ROBERT DE NIRO, FRANCES CONROY, ZAZIE BEETS, BRETT CULLEN 
durata: 119 minuti
giudizio: 


In una Gotham City lurida, spettrale e violenta, il cabarettista Arthur Fleck, attore comico di scarso successo, è costretto ad esibirsi come clown negli ospedali per sbarcare il lunario. Schizofrenico, disadattato, emarginato dalla società e dalla politica (che taglia le spese per gli psicofarmaci di cui ha bisogno) con la forza della disperazione proverà a ribellarsi diventando, quasi per caso, uno dei criminali più pericolosi e ricercati del pianeta.



Se siete tra quelli che giudicano i film in base alle sensazioni che provano, è molto probabile che Joker sarà il vostro film dell'anno, e magari non solo. Perchè Joker è uno di quei film capaci di trasportarvi continuamente dell'emozione alla rabbia, dalla commozione all'amarezza, dall'impotenza alla voglia di rivalsa, di giustizia, di "rimettere le cose a posto...".

Un turbinìo di stati d'animo che vi colpirà al cuore. Sarà che ormai ho visto troppi film, o forse per la presenza quantomai "evocativa" di Robert De Niro, ma il Joker di Todd Phillips mi ha ricordato moltissimo Taxi Driver di Scorsese: c'è un mondo da ripulire, una città maledetta, sporca, che non lascia spazio alla speranza e opprime i cittadini inermi. Siamo nella Gotham City del 1981 ma potremmo essere nella New York di oggi o in qualsiasi altro posto: in questo film tutto è una strabiliante metafora, una storia senza tempo.

La Gotham City di Phillips è infatti un luogo-simbolo, l'emblema di una società al collasso, una terra di nessuno dove la violenza è l'unica legge e dove le disparità sociali sono all'ordine del giorno. Paradossalmente, pur essendo tutto il film una totalizzante allegoria, Joker è in realtà una pellicola iperrealista e clamorosamente politica: assistiamo infatti al disgregarsi di un sistema  dove l'emarginazione, la disumanità, la cultura dell'odio, lo smantellamento del welfare a favore dei più ricchi fomentano il disagio sociale e rischiano di far esplodere una guerra sanguinosa, una guerra tra poveri senza più distinzione tra buoni e cattivi. E dove la figura stessa del Joker non è che la traslazione dei nostri incubi, il prodotto di un ambiente ormai incancrenito: lo squilibrato Arthur Fleck è un "mostro" diventato tale a causa nostra, per colpa di una collettività incivile che genera i mostri che si merita.

E come non vedere nella metamorfosi di Arthur Fleck, che si trasforma da psicopatico represso in genio del Male, un chiaro atto di accusa verso chi ci ha portati a un degrado (in)civile e classista, prima ancora che economico, che inietta nella popolazione il virus contro la "diversità" (intesa come germe da combattere anzichè valorizzare) e che porta giocoforza all'autodistruzione: nella Gotham City che èleva Joker a simbolo della propria ribellione, non esistono eroi positivi. Ovviamente non possono esserlo i potenti (Thomas Wayne in testa)  che pisciano in testa ai poveri, ma nemmeno gli oppressi possono considerarsi immuni dalla malvagità... la folla quando è incattivita è capace di odiare come e quanto i propri oppressori. Possiamo infatti provare umana empatia verso Arthur, ma assistiamo sgomenti alla sua ferocia incontrollata, in nessun caso ci viene mai di "tifare" per lui. Esattamente come facevamo con Bob De Niro/Travis Bickle in Taxi Driver.

Questo dev'essere chiaro: per quanto Arthur Fleck possa farci compassione , la sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso Todd Phillips e da Scott Silver non ci chiede mai (giustamente) di perdonare o, peggio ancora, giustificare le sue azioni. Fleck non è un eroe disperato, una vittima predestinata, ma semplicemente un pazzo che si comporta da pazzo e che una società malata scambia invece per simbolo di ribellione, un totem da seguire, una faccia folle nella spirale di follia in cui è precipitata.

Joaquim Phoenix offre un'interpretazione "mostruosa" del suo personaggio, in tutti i sensi. Nel suo corpo scheletrico, abbrutito dalla violenza, nella sua risata disperata, incontrollabile, nei suoi comportamenti imprevedibili e quasi sempre insani, c'è l'emblema della disperazione e della sofferenza, di come un mondo ingiusto possa causare conseguenze irreparabili ai suoi abitanti. Prima di diventare Joker, Arthur Fleck è un disadattato vittima del sistema. Una volta diventato Joker, il suo corpo pare acquistare vigore e la sua faccia distendersi, ci sembra finalmente di vederlo sorridere pur nella sua raggelante follia. Perchè non è più "uno dei tanti" ma "un qualcuno che cerca disperatamente di sentirsi vivo..." (cit.). E adesso la sua interpretazione così iconica andrà ad aggiungersi a quelle di Jack Nicholson e Heath Ledger: a voi (e al tempo) l'arduo compito di scegliere il migliore di sempre.

Joker è un film emozionante, cupo, doloroso, che vi colpirà al cuore per la sua grande umanità. Non è certo il "solito" cinecomic precotto e standardizzato firmato Marvel, DC Comics o chi volete voi (non sono un nerd e non ci capisco nulla, perdonatemi) ma un grande film drammatico che abbraccia svariati generi e si prepara ad entrare nella storia per aver sdoganato un certo tipo di produzione (complice anche il Leone d'oro vinto a Venezia). Ha un solo difetto, che non possiamo non far notare: quello di essere esattamente come te lo aspetti, come un vero cinefilo vorrebbe che fosse... Joker emoziona ma non sorprende, ti sa conquistare, e anche bene, ma quelle scene è come se ti passassero davanti agli occhi dopo averle già viste. E' la conseguenza, l'unica, di una comunque inevitabile "vocazione commerciale" che non permetteva di sperimentare più di tanto, ma che ci ha lasciato lo stesso tanti momenti di culto (uno su tutti, il "balletto" di Joker sulla scalinata).
Ad ogni modo, va benissimo così.

14 commenti:

  1. Monumentale! Stavolta non so che altro aggiungere...
    Buona serata.
    Mauro

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    1. Grande Mauro, semplice e conciso! ;)
      Scherzi a parte, capisco il tuo entusiasmo e sono sempre contento quando un film scatena reazioni ed emozioni come questo.
      Un abbraccio.

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  2. L'ho adorato, ieri sera.
    Sì, è un film politico ma non politicante.
    Mi spiego meglio: la questione delle tensioni sociali può anche rimanere lì, perché se è vero che Joker è un elemento del caos, che dà ordine caotico al caos stesso, è anche vero che lui è semplicemente matto.
    Lui dovrebbe stare in manicomio -certo, poverino- ma è uno di quelli che vede la quotidianità in altri modi...
    Scegliere il miglior Joker sullo schermo?
    Dai, Uan in Batroberto. E non si offende nessuno :)

    Moz-

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    1. Joker è un elemento del caos che diventa suo malgrado (e involontariamente) protagonista. Lo diventa perchè vive in una società che genera mostri, senza che nessuno muova un dito: questo è il messaggio politico del film. Che non è una parolaccia ;)

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  3. Sono tra coloro che probabilmente, a fine stagione, considereranno questo film come uno dei migliori dell'anno perché questa è stata la sensazione che mi ha letteralmente travolto a fine visione. Non lo attendevo "troppo", ero più concentrata su "Ad Astra", rivelatosi poi una delusione colossale. Phoenix, invece, toglie ogni dubbio e si fa interprete di una storia complessissima ricca di livelli da decifrare per cui non basta una semplice visione con effetto sorpresa. Alle articolate riflessioni da te citate, si affianca poi un ritmo che non cala mai per tutta la durata intrattenendo senza difficoltà ma non con trucchi semplici. Insomma, gran gran film :)

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    1. Credo che tutti a fine stagione lo inseriremo tra i migliori film dell'anno (non dico "il" migliore in assoluto perchè ancora ne devono uscire tanti, primo fra tutti "The Irishman" di Scorsese) ma certo "Joker" è un film che ti prende prima al cuore che al cervello, ed è facilissimo (e bellissimo) innamorarsene. Ti capisco bene. E potremo star qui a scriverne per ore...

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  4. E invece secondo me è anche sorprendente! certi passaggi di sceneggiatura non sono affatto scontati (la mamma, la vicina di casa, il finale stesso) e ne fanno per me il film più bello dell'anno!! per una volta voglio esaltarmi!!!! :D

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    1. Verissimo. Ci sono momenti di sceneggiatura che ti depistano e ti conducono fuori dall'ordinario. Però io intendevo dire che è un film esattamente come uno se l'aspetta, dal punto di vista del ritmo, della costruzione, del messaggio che veicola. Il che, come ripeto, non è affatto una critica e capisco benissimo che con questo film ci si possa esaltare. E' sempre bello quando ci si esalta con il cinema!!

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  5. buon film, ma siamo lontani dal capolavoro: la sceneggiatura è prevedibilissima, in pratica è uno one-man-show dove Phoenix si mangia il film. Mi è piaciuto, ma senza deliri.

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    1. La parola "capolavoro" la uso sempre con molta parsimonia... e non mi pare di averla usata in questo caso. Però trovo il tuo giudizio troppo "tranchant": è vero, come ho scritto sopra, che la sceneggiatura non è sorprendente, ma lo script è comunque degno di nota. Poi, certo, Phoenix è straordinario, ma questo lo trovo un valore aggiunto. Se poi "Joker" passerà alla storia questo ce lo dirà solo il tempo.

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  6. Ti dirò… mi è piaciuto, ma davvero troppo approssimativo su punti troppo importanti per farmelo promuovere del tutto. E no, Phillips ha superato l'ostacolo a gambe rotte con un soggetto più grande di lui.

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    1. Mi pare un giudizio ingeneroso. Non so se Joker riscriverà la storia del cinema (questo ce lo dirà il tempo, nel bene o nel male) ma non l'ho trovato affatto approssimativo. Anzi, credo che sia uno dei film americani più politici degli ultimi anni, con una fortissima critica sociale. Non mi pare poco. Comunque ti ho risposto più approfonditamente sul tuo blog ;)

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  7. Vado controcorrente per una volta, film veramente esile,a tratti banale. Un Phoenix bravissimo per carità, ma non mi ha emozionato, non mi ha coinvolto. Non posso veramente immaginare i parallelismi con taxi driver. Perdonatemi ma è come la gassosa con lo champagne. Ci sono davvero rimasta male.

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    1. andare controcorrente è sinonimo di personalità! ;)
      scherzo! che dirti? qui siamo proprio su estremi opposti: al momento è il film che più mi ha emozionato di tutta la stagione (non il più bello, però) e "Taxi Driver" è stato il titolo che mi è subito venuto a mente mentre lo stavo guardando. Aggiungo che l'ho visto ben tre volte (due a Venezia e poi in sala, nella distribuzione normale) e nei passaggi successivi mi è perfino piaciuto di più. L'ho trovato un film "iconico", specchio dei nostri tempi. Però guarda che non sei affatto sola: diversi critici (specie negli USA) lo hanno stroncato, e ogni opinione è degna di rispetto se circostanziata (come la tua). Va benissimo così :)

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