martedì 8 ottobre 2019

SCORSESE: LA MARVEL NON FA CINEMA... COME DARGLI TORTO?


Eh sì, non c'è dubbio che Martin Scorsese non l'abbia proprio "toccata piano" nella sua ormai celeberrima intervista ad Empire, dove senza troppi giri di parole ha accusato la Marvel di costruire prodotti che poco abbiano a che fare col cinema. Ecco le sue testuali parole:


"Non li guardo (i film Marvel, ndr). Ci ho provato, ma non è cinema.
In tutta onestà, la cosa più vicina a quei film, per quanto siano ben fatti e abbiano attori che fanno del loro meglio viste le circostanze, sono i parchi a tema. 
Non è un cinema di esseri umani che cercano di veicolare esperienze emotive e psicologiche ad altri esseri umani..."



Volendo provare, pacatamente e possibilmente con toni il più lontani possibile dal tifo da stadio (astenersi ultras, quindi) ad argomentare un giudizio critico su quanto detto da Scorsese, mi perdonerete se la prendo davvero da molto, molto lontano. Anzi, proprio dagli albori del cosiddetto "cinema", quando i suoi creatori ufficiali e riconosciuti, ovvero i fratelli Lumière, davano una definizione lapidaria della loro creatura, affermando senza peli sulla lingua che:


"Il cinema è un'invenzione senza futuro".


Erano forse pazzi, oppure così poco lungimiranti i fratellini francesi?
No, non lo erano.
Erano semplicemente pragmatici. Il tutto in nome di un gigantesco equivoco: in realtà i Lumière non inventarono affatto il cinema, bensì il proiettore cinematografico. Che è cosa ben diversa. Non basta infatti avere un pennello in mano per definirsi pittore, così come non basta digitare due frasette al computer per essere scrittori, oppure dilettarsi con il Bimby per potersi chiamare chef... perchè il possesso di uno strumento non fa di te un artista se quello strumento non lo sai usare. Non a caso i Lumière chiamavano i loro film "immagini in movimento", che è cosa ben diversa dal cinema.

Perchè l'arte è l'arte.

E cosa distingue l'arte dal semplice uso di uno strumento? Ovvio: la creatività, la fantasia, lo sforzo intellettuale applicato al prodotto che si sta usando, il cui risultato (bello o brutto che sia, non ha importanza) è frutto dell'ingegno umano.

I "film" dei Lumière non erano film, perchè mancavano completamente della componente artistica: erano semplici registrazioni dal vivo, un po' come riprendere una partita di calcio o le immagini di una telecamera di videosorveglianza. Chiunque avrebbe potuto realizzarli, se in possesso dello strumento adatto.

Perdonatemi il lungo preambolo, ma era necessario per comprendere le parole di Scorsese, con cui mi trovo completamente d'accordo. Badate bene, Scorsese non ha affatto "attaccato" la Marvel (come i giornalisti hanno subito scritto, ovviamente rigirando la notizia a loro favore), anzi ha perfino ammesso che i loro prodotti sono "fatti bene" e che assolvono alla loro funzione, che è quella di far divertire il pubblico: esattamente come i parchi a tema, che incassano soldi a palate con le loro strabilianti invenzioni tecnologiche e fanno trascorrere ai visitatori qualche ora di intrattenimento più o meno sano. E non c'è niente di male in questo.

Però il cinema, quello vero, è un'arte. Ed è una cosa ben diversa dall'universo Marvel.
Lo ammetto: ho visto pochissimi film Marvel in vita mia. Perchè non mi appassionano, proprio come succede a Scorsese. E pur non avendo certo l'autorità in materia che può vantare il regista di Taxi Driver, Mean Streets, Quei bravi ragazzi, Toro Scatenato, e almeno un'altra dozzina di capolavori, rivendico il diritto di affermare che i film Marvel nulla hanno a che vedere con il cinema, per un motivo evidente: anch'essi, come quelli dei Lumière, mancano completamente dell'aspetto creativo, sono prodotti concepiti e costruiti in serie, con regole ben precise, il cui unico scopo è quello di incassare soldi. Stop. Non c'è niente di male in questo, ma è proprio la natura stessa di questi "prodotti" (non film) il motivo per cui non possiamo proprio parlare di cinema.

Il che è cosa ben diversa dal cosiddetto "cinema commerciale". E' sempre esistito e sempre esisterà un cinema legato strettamente all'industria, rivolto al grande pubblico, capace di attrarre grandi capitali e grandi incassi. Lo stiamo vedendo in questi giorni con il bellissimo Joker di Todd Phillips, che certo non può definirsi un film d'essai, ma che ha dietro di sè un gran lavoro di fantasia, scrittura, interpretazione, estro, e che è tutt'altra cosa rispetto agli Avengers, X-Men, Guardiani della Galassia e compagnia bella: pellicole fatte con lo stampino, progettate nei laboratori degli Studios, il cui lavoro (anche ottimo, ci mancherebbe) è frutto di team di persone specializzate in questo tipo di produzioni che "costruiscono" queste saghe come in una catena di montaggio...

Del resto, i grandi film sono diretti da grandi registi. E chi invece si ricorda o si ricorderà in futuro il nome di uno, un solo regista di Marvel Movies? Chi riesce a trovare serie differenze tra la regia dei fratelli Russo e quella di James Gunn, Jon Watts, Ryan Coogler o Peyton Reed? Nessuno, per il semplice fatto che non ce ne sono: non si può nemmeno parlare di regia, bensì di lavoro d'equipe, di assemblamento di "parti" di lavorazione che nella maggior parte dei casi sono le stesse. Perfino le locandine di questi film sono tutte uguali: nemmeno nella progettazione dei manifesti si è voluto ricorrere a un minimo di creatività! E davvero parliamo ancora di cinema?

Concludo con una precisazione importante: Scorsese nella sua "invettiva" si è scagliato esclusivamente contro i film Marvel (e, in senso lato, contro tutti questi prodotti da laboratorio), non certo contro i cinecomics in generale. Il genere cinecomic è infatti vivo e vegeto e ha piena dignità, tanto che fior di registi vi si sono cimentati nel passato e nel presente con risultati degnissimi di nota: dai Batman di Tim Burton a quelli di Christopher Nolan, da Wolverine e Logan di James Mangold fino ai maestri giapponesi, da V per Vendetta di McTeague fino a Spider-Man di Raimi, fino ovviamente allo splendido Joker di Phillips. Cinema vero, emozionante, avvincente, ma anche cinema cupo, riflessivo, anticonvenzonale, a seconda della "mano" che lo plasma. Quella "mano" che è impossibile da trovare nei parchi a tema...

21 commenti:

  1. Commento che condivido appieno e, soprattutto, espresso con garbo, cosa davvero rara.

    Unica nota... Citi il film di Gunn che, in quell'insieme, per me è l'unico che può vantare una propria anima.
    Ma quello è un supergruppo che nemmeno i fumettari conoscono, quindi è stato più un "Fai quel c@##o che vuoi..." 😅

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    1. ma sai... quando la qualità è alta (come nel caso, a detta tua - io non li ho visti - dei film di Gunn) la differenza tra "film" e "prodotto" può essere labile. Sulla pagina facebook di questo blog ne parlavo giusto con un altro utente il quale, per provocazione e paradosso, sosteneva che anche "Joker" potrebbe potrebbe essere condiserato prodotto da laboratorio, per quanto realizzato benissimo. Come fosse un "falso film d'autore". Il dibattito è aperto ;)

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  2. Standing ovation per Sauro.

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  3. Sono d'accordo con te Kris, ma vallo a dire alla massa ignorante di Facebook, vallo a dire a coloro che si stanno scagliando contro Scorsese, io ho beccato una pazza su Facebook che ha minacciato di denunciarmi solo perché le ho fatto una domanda vera, di cinema senza che lei mi ha saputo rispondere...fai due più due e vedi il risultato

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    1. Credo che quando si decide di tenere un blog e stare sui social questi siano spiacevoli inconvenienti che fanno parte del gioco. Vanno accettati senza prendersela. Basta non considerarli e passare oltre, io almeno faccio così. Qui sopra accetto tutti i commenti purchè non offensivi o volgari, in caso li cancello. Internet è un mare magnum dove si può trovare di tutto, anche gli "haters" più violenti. Bisogna farci il callo.

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  4. Scorsese è un maestro del cinema, ma la sua è comunque un opinione. E quindi come tale opinabile. E non è certo Scorsese a poter dire che cosa è cinema e cosa no.

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    1. Scorsese non è solo un maestro del cinema come dici te, ma anche uno che ha dedicato buona parte della sua vita alla conservazione e al restauro della memoria cinematografica. Ovviamente si può non essere d'accordo con lui, ma la sua autorità in materia è anni luce superiore a tutti noi che commentiamo...

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  5. 99% d'accordo con Martin, forse qualcosa si salva (poco). Oltretutto sono di una noia mortale. Detto da uno che i fumetti da ragazzino li leggeva...

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    1. La noia è un parametro oggettivo. Anche un film d'autore può essere noioso, non è questo il punto. Il punto è la creatività, lo sforzo artistico, che oggettivamente nei Marvel Movies non c'è.

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  6. Sono fondamentalmente d’accordo con tutto, però questa frase mi perplime: “anch'essi, come quelli dei Lumière, mancano completamente dell'aspetto creativo”
    Questo non è proprio vero, almeno non per tutti. Possono piacere o meno ma un Guardiani della Galassia di James Gunn o un Thor: Ragnarok di Taika Waititi, così come il primo Iron Man, ancora slegato dal MCU, hanno un loro stile ben riconoscibile rispetto agli altri fatti con lo stampino e, benché piegati alle regole dell’entertainment e alle direttive di Feige, per carità, non mancano di creatività o della volontà di offrire al pubblico qualcosa di diverso.
    Lo stesso vale per gli X-Men o per un film come Logan, distanti dalle dinamiche solite del cinema di consumo e, soprattutto Logan, che hai giustamente citato, più vicino al concetto espresso da Joker. Anche Aquaman, per quanto sia una riconosciuta stronzata ha una sua personalità e la mano di Wan si riconosce eccome, così come all’interno del cinema horror di consumo si riconosce la differenza quando i film vengono dati in mano a lui o a uno dei suoi anonimi collaboratori.
    Insomma, cerchiamo di non essere noi cinefili per primi a fare queste distinzioni così tranchant e di aprire un po’ gli occhi, altrimenti questi dibattiti non hanno possibilità di esistere e se da un lato si trincerano i fanboy alla “uomo fumetto” dei Simpson, dall’altro hanno ragione a prenderci per il culo chiamandoci cinèfili dell’Internet :D

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    1. E' vero, Erica. Il rischio di venire etichettati come snob altezzosi e fuori dal mondo esiste, eccome. A volte anche a ragione. Me ne sto accorgendo nel caso, perlappunto, di Joker: che è un film oggettivamente bello, che è piaciuto ed ha emozionato tutti, e che noi "cinefili" invece quasi ci impegnamo nel rimarcarne i difetti, quasi per essere volutamente "fuori dal coro", per distinguerci dalla "massa", timorosi di pensarla per una volta come il grande pubblico... capisco benissimo quello che dici.
      In questo caso però il discorso è diverso: come ho scritto, non penso assolutamente che i Marvel Movies siano di scarsa qualità, però non li considero una forma d'arte. In questi film (per me) la creatività si limita esclusivamente agli aspetti tecnici e poco altro, troppo poco. Ciò non toglie che vi possano essere eccezioni, come quelle che citi (molti non li ho visti, e mi fido del tuo giudizio) che però a mio parere confermano la regola. Come non tutti i cinecomic sono prodotti di mero consumo, forse anche dentro ai Marvel Movies ci sono film più o meno "autoriali" (ne ho visti pochissimi, non so dire) ma questo non credo però che vada a scalfire l'opinione di Scorsese, che per me è sacrosanta.

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  7. Hai ragione nel dire che l’affermazione di Scorsese ha creato uno scenario da tifo calcistico francamente orribile. Posso capire la frase di Zio Martino, che non è nuovo ad uscite di questo tipo, nel 1999 aveva dichiarato che “The Blair Witch Project” non era cinema, perché chiunque con una telecamera di scarsa qualità poteva girare, che è un po’ come la tua affermazione sui Lumière.

    Vero che la Marvel ha progressivamente eliminato gli autori (Joss Whedon ed Edgar Wright) in favore di mestieranti come i Russo, ma la differenza tra un James Gunn e un Peyton reed si vede, e anche molto. Mi rifaccio alle parole di Zio Martino «Non è un cinema di esseri umani che cercano di veicolare esperienze emotive e psicologiche ad altri esseri umani...», eppure “Black Pather” (quello che per me è il peggiore film Marvel mai prodotto) negli Stati Uniti ha generato centinaia di ragazze e ragazze di colore che per strada ora si salutano incrociando le braccia al grido di “Wakanda Forever”, quindi forse qualcuno (non io, e nemmeno Scorsese) una qualche esperienza emotiva l’ha anche provata, anche all’interno di un parco a tema.

    Sono d’accordo con Babol qui sopra, trincerarsi prendendo posizioni così drastiche rischia di farci fare una figura di niente. Perché allora potremmo definire un “parco a tema” (ulteriormente ghettizzato dal fatto di essere anche un cartone animato, quindi storicamente roba per bambini) anche “Spider-Man un nuovo universo” che resta uno dei migliori film della scorsa stagione, per altro premiato con un Oscar, per chi fosse interessato ai premi cinematografici. Phil Lord e Christopher Miller sono due che sanno essere autoriali al 100%, anche lavorando quasi esclusivamente su progetti che sono dei “parchi a tema”.

    Sono un vecchio lettore di fumetti, e sono venuto su guardando e riguardando i film di Scorsese, capisco il suo punto di vista, ma sapendo che grande studioso di cinema è, secondo me è stato un po’ tropo frettoloso a farsi scappare quel “Non è cinema”, che ha avuto un effetto più dirompente dello schiocco di dita di Thanos, ma di mio non mi trovo molto d’accordo con questo incasellare e suddividere. In ogni caso ti ringrazio per aver portato la discussione all’interno della Blogosfera, ne avevamo bisogno ;-) Cheers!

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    1. Ma infatti il discorso che Scorsese fa sui Marvel vale anche per altre categorie, ci mancherebbe: per questo dico che non era nè offensivo nè sparato a caldo... vale ad esempio per i nostri cinepanettoni (un fenomeno tutto italiano che con l'arte c'entra davvero poco) oppure anche per altri generi o sottogeneri, come certe infinite saghe horror oppure per l'animazione. Quanti ne vediamo di film costruiti a tavolino senza alcuno spunto creativo a fronte? Mica solo i Marvel!
      Però non credo assolutamente che Scorsese sia stato troppo "impulsivo": credo anzi che lui sia più che certo di quello che pensa e, permettimi, il suo non un parere qualsiasi... è il parere di un grande regista che ha dedicato al cinema tutta la sua vita e si è prodigato affinchè ne venisse conservato il ricordo. Si può certamente non è essere d'accordo con lui, è legittimo, ma la sua autorità in materia è infinitamente superiore alla nostra ed ha un peso ben diverso. E io, da appassionato di cinema, quello vero, sono assolutamente d'accordo con lui.

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    2. Diciamo pure che in contumacia Spielberg, è il miglior regista vivente in circolazione, quindi la sua conoscenza della materia non è mai stata in discussione, però potrà avere delle opinioni anche lui? David Cronenberg e Terry Gilliam (altri due dei miei preferiti) hanno detto che non amano i film con i super eroi, ma non hanno fatto la scelta di parole (per me poco oculata) di zio Martino. Il mio rispetto per Scorsese non potrebbe essere più alto, ma se dovessi smettere di guardare i film Marvel, oppure gli horror a basso costo (visto che nel 1999 ha criticato anche “The Blair Witch Project”) da appassionato di cinema (quello vero) ne uscirei impoverito, perché l’unico dovere che abbiamo come cultori è quello di trovare il cinema di qualità, ovunque esso sia, anche nei “parchi a tema”. Altrimenti non è vera passione è classismo ;-) Cheers

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    3. Sai, il fatto di esporsi o meno fa parte anche del mestiere: non a caso Cronenberg e Gilliam (due che, come Scorsese, ormai possono permettersi di dire ciò che vogliono a fronte di una carriera infinita) hanno espresso la loro opinione senza peli sulla lingua. Altri registi invece ci pensano due volte prima di criticare la Marvel (hai visto mai che un domani potrebbero essere chiamati loroa dirigere un film del genere e fare soldi a palate...)
      Io posso dirti che ho visto pochissimi Marvel e non sono affatto desideroso di vederne altri, pensandola come Scorsese. Ma mi rendo conto che qui si sconfina nelle preferenze personali.

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  8. Chiunque sia un vero appassionato di cinema non può non riconoscere che Scorsese ha ragione. Il cinema vero è arte e creatività, non un giocattolo costruito per vendere biglietti. E comunque, come giustamente sottolinei, questo non vuol dire dnenigrare gli MCU. Sono semplicemente un'altra cosa.

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    1. Esatto. Ed è quello che hanno equivocato gli "haters" più scatenati, sentendosi colpiti nel vivo. Eppure resto convinto che nelle parole di Scorsese non ci fosse niente di denigratorio.

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  9. A parte che sono due tipi di cinema diverso, io dico solo che se un film qualsiasi è in grado di darti un'emozione qualsiasi, è comunque cinema.

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    1. Il dilemma sta tutto qui: tu parli di due tipi di cinema diversi, secondo Scorsese (e anche secondo me) si tratta di scegliere tra cinema e non cinema. La mia opinione conta poco, quella di Scorsese tantissimo...

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