sabato 9 novembre 2019

TERMINATOR: DESTINO OSCURO





titolo originale: TERMINATOR: DARK FATE (USA, 2019)
regia: TIM MILLER
sceneggiatura: JAMES CAMERON, DAVID S.GOYER, JUSTIN RHODES, BILLY RAY
cast: NATALIA REYES, MACKENZIE DAVIS, LINDA HAMILTON, ARNOLD SCHWARZENEGGER, GABRIEL LUNA
durata: 128 minuti
giudizio: 


Ventisette anni dopo gli eventi di Terminator 2, la coriacea Sarah Connor non è ancora andata in pensione: il suo compito stavolta è quello di proteggere la giovane e inconsapevole Daniela Ramos, futura eroina della rivolta contro i cyborg e per questo ricercata da Legion, il supercomputer malvagio deciso a sottomettere la razza umana con ogni mezzo: allo scopo invierà nel presente un androide ipertecnologico e invincibile con il compito di uccidere la ragazza. A dare una mano alle due donne saranno la bionica Grace, un'umana con il corpo potenziato dalla tecnologia, e l'ambiguo cyborg T-800, un vecchio modello di terminator che sembra sapere davvero molte cose...


Non è stato premiato dagli incassi, nè in Italia nè altrove, e certo un pò dispiace: non tanto per lo scarso risultato al botteghino, abbastanza prevedibile, quanto per la consapevolezza del tempo che passa. Insomma, si invecchia: sto invecchiando io, sta invecchiando Sarah Connor, sta invecchiando un genere, la fantascienza dei viaggi nel tempo, dei robot, del conflitto uomo-macchina, del clangore metallico degli scontri. Perchè diciamola tutta: Terminator: destino oscuro non è certo un film particolarmente innovativo, e nemmeno vuole esserlo. E' una riuscita operazione-nostalgia per noi degli anni '80, che ancora ci esaltiamo quando Linda Hamilton fa il suo ingresso in scena e ci commuoviamo quando il vecchio Schwarzy imbraccia le armi atomiche proprio come quarant'anni fa...

Consapevole di non poter mai girare un altro "cult" come il capostipite, il regista Tim Miller (spalleggiato dal ritorno di James Cameron come produttore e sceneggiatore) confeziona un bel film d'azione, tradizionale, solidissimo, che omaggia la saga ma non pensa affatto a rinverdirla. E se dal punto di vista strettamente stilistico Terminator: destino oscuro è quasi un remake del primo Terminator, le conclusioni a cui arriva non sono certo quelle di un episodio di transizione, anzi:  possiamo dire che questo film ci invita a guardare soprattutto al presente per preparare il nostro futuro, mettendoci in guardia dai pericoli di una tecnologia incontrollata e al servizio dei più ricchi, sacrificando la libertà in favore del benessere (di pochi).

L'aspetto più interessante di Terminator: destino oscuro sono infatti le sue riflessioni politiche, tutt'altro che scontate: si parla delle macchine che rubano il posto agli uomini (il padre della protagonista è un magazziniere disoccupato e sostituito da un robot) profetizzando quasi un neo-luddismo liberale, così come delle migrazioni di masse disperate attratte dalla ricchezza propagandata dai media (le sequenze girate al confine tra Messico e Stati Uniti sono un messaggio tutt'altro che velato rivolto all'attuale amministrazione trumpiana) e soprattutto della capacità autolesionista tipica del mondo sviluppato, mostrandoci un futuro in cui gli esseri umani rischieranno l'estinzione a causa della tecnologia "cattiva" da loro stessi creata: il terribile sistema operativo Legion non è altro che un sofisticatissimo computer che si è sostituito ai suoi creatori, e anche la "ribelle" Grace è un'umana potenziata (cioè una che per combattere le macchine è diventata - seppur parzialmente - macchina lei stessa...)

Che cosa ci salverà dunque dai mostri che noi stessi creiamo? Esattamente quello che ci distingue da loro: la capacità di provare emozioni, sentimenti, amore, la possibilità di poter scegliere sempre, di poter cambiare in ogni momento il nostro destino. Una visione romantica, classica, perlappunto nostalgica, che nobilita un buon film di genere, commerciale ma non stupido, che omaggia i suoi protagonisti più amati senza scadere nel ridicolo e regala due ore e passa di piacevole intrattenimento. Non era lecito chiedere di più.

14 commenti:

  1. Le tracce del Cameron di un tempo ci sono, la critica a Trump, i protagonisti proletari che perdono il posto in favore delle macchine. Eppure applica la formula di "episodio VII" in modo pedestre, ha alcune buone sequenze d'azione ma spreca vecchie glorie e nuovi personaggi, deludente e studiato a tavolino, freddo come una macchina, lo scrivo con il cuore pesante perché se amo il cinema lo devo proprio a Jimmy e il suo Terminator. Cameron é lassù su Pandora, se non tornerà con quei tanti seguiti di "Avatar" più che stupendi, dovrà rendere conto di aver sacrificato sia "Alita" che la saga di "Terminator". Mi fido della sua testardaggine e lo ammiro, ma sta diventando tosta l'attesa. Cheers!

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    1. A me non ha deluso, per il semplice fatto che non mi aspettavo nulla di diverso: non l'ho trovato affatto "freddo", anzi... ci sono momenti che mi hanno emozionato, come l'entrata in scena di Linda Hamilton: che tosta! A differenza tua invece non mi aspetto molto dai seguiti di Avatar (nemmeno il primo mi aveva entusiasmato, a dire il vero). spero che non siano solo film di tecnica ma anche di cervello, ma ci credo poco. Vedremo.

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  2. Lo vedrò con grande piacere perchè sono sempre stato un "fan" di Schwarzenegger. Mi è sempre rimasto simpatico, anche quando faceva il cattivo come nel primo Terminator. E spero davvero di passare una bella serata in compagnia di un vecchio amico!
    Un caro saluto.
    Mauro

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    1. Credo proprio che non resterai deluso, Mauro: buona serata e buona visione!

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  3. E infatti io nemmeno voglio chiedere di più a un film del genere, che attendo da troppo (il terzo, canonico, Terminator!).
    C'è pure più di quello che ci si può aspettare, a livello di riflessioni, vedo.
    E allora va bene così :)

    Moz-

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    1. Infatti: per il tipo di film che è (un prodotto evidentemente mainstream) ci sono riflessioni tutt'altro che superficiali. Che si accompagnano a una messinscena action assolutamente non disprezzabile. Per me è promosso!

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  4. Come già sai, l'ho trovato, purtroppo, la copia slavata di Judgment Day, in cui i "grandi vecchi" si mangiano lo spazio anche di nuovi protagonisti interessanti come Grace.
    Un peccato, perchè la mia volontà di accoglierlo come un vecchio amico pronto a una bevuta c'era tutta davvero.

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    1. A me è parso più un omaggio a "Judgement Day", e alla saga in generale (non è a caso il soggetto è di James Cameron, che ha voluto fortemente un sequel "ufficiale" che bypassasse i sequiti "apocrifi" degli ultimi anni). L'operazione, come scrive Cassidy, è similare a quella di Star Wars e non ho trovato assolutamente che i vecchi personaggi prevarichino i nuovi... diciamo che ovviamente noi li empatizziamo di più, ma è normale e anche voluto, direi. Io sono rimasto più che soddisfatto.

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  5. Era arduo aspettarsi qualcosa di nuovo ma confesso di essermi divertito parecchio!

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  6. Visto domenica sera dopo aver letto recensioni e commenti che lo descrivevano come un vero flop. Per me è un bel film d'azione con ritmi alti e a tratti serratissimi. Sono uscito dalla sala soddisfatto. Ottime le cit.politiche. Le uniche 3 cose che mi son dispiaciute sono che, la nuova predestinata come personaggio non regge molto(ho ancora in mente il John Connor di Bale, super), Grace è stato uno spreco fala morire e in ultimo chiudere con leggerezza a capisaldi come John Connor e Skynet mi è sembrato sbrigativo e superficiale. Cmq in generale consiglierei la visione.

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    1. E' stato un flop dal punto di vista commerciale, gli incassi non l'hanno certo premiato, nè in America e neanche nel resto del mondo. Però sono d'accordo con te sul fatto che non sia affatto un brutto film, anzi. Capisco anche le tue perplessità su Grace: evidentemente, credo, la Davies aveva il contratto solo per questo film... ma sono sicurissimo che se gli incassi fossero stati tanto buoni da giustificare un sequel l'avrebbero "resuscitata di sicuro ;)

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  7. oggi ne parlerò anche io alla fabbrica xD

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