sabato 29 febbraio 2020

GLI ANNI PIU' BELLI


titolo originale: GLI ANNI PIU' BELLI (ITALIA, 2020)
regia: GABRIELE MUCCINO
sceneggiatura: GABRIELE MUCCINO, PAOLO COSTELLA
cast: PIERFRANCESCO FAVINO, KIM ROSSI STUART, CLAUDIO SANTAMARIA, MICAELA RAMAZZOTTI, EMMA MARRONE, NICOLETTA ROMANOFF, FRANCESCO ACQUAROLI
durata: 134 minuti
giudizio: 



Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma sono amici fraterni fin dall'adolescenza, ma la vita li porterà a prendere strade e destini diversi, nell'arco di quasi quarant'anni di narrazione in cui le loro vicende personali si intrecceranno con la storia del nostro paese...



Il modello, lo hanno scritto tutti, è C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, peraltro dichiaratamente omaggiato in una scena fin troppo (s)cult, quella nel bagno nella Fontana di Trevi, che a sua volta già omaggiava Federico Fellini... a mio avviso però il dodicesimo film di Gabriele Muccino ricorda parecchio La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, seppur in maniera molto più personale e con meno enfasi politica. Certo, anche qui il viaggio lungo quasi quarant'anni dei quattro protagonisti s'intreccia con la storia italiana e del mondo (dal crollo del Muro di Berlino agli attentati dell' undici settembre, da Berlusconi alla nascita del Movimento Cinquestelle) ma lo sguardo del regista romano è decisamente più intimista e personale in questo che è una specie di "bignami" di tutta la sua cinematografia, il film della sua definitiva maturità artistica.

Superata infatti la soglia dei cinquant'anni, Muccino racconta la storia di quattro suoi coetanei alle prese con la difficile resa dei conti delle loro vite. Dopo averci propinato, ad intervalli regolari, le crisi dei ventenni (Come te nessuno mai), dei trentenni (L'ultimo bacio) e dei quarantenni (A casa tutti bene), ne Gli anni più belli si respira finalmente un'atmosfera più rilassata, malinconica, nostalgica, ben lontana (per fortuna!) dagli isterismi e le idiosincrasie dei tempi passati. In questo film gli attori finalmente recitano (e non urlano), sorretti una buona volta da una sceneggiatura più solida e attenta ai veri cambiamenti generazionali, nonchè alle svolte più o meno importanti delle nostre vite più o meno comuni...

Va detto: Gli anni più belli è soprattutto un film d'attori. Sono loro che brillano e ci fanno piacere una pellicola abbastanza convenzionale e che non riserva particolari sorprese, per quanto ben diretta e "sentita". Pierfrancesco Favino è perfetto nel rappresentare un personaggio buono per tutte le stagioni, tipicamente "italiano", pronto a rinnegare ogni principio morale e affettivo per raggiungere l'agognata "bella vita". Kim Rossi Stuart dal canto suo è il più bravo di tutti, nella sua umiltà e profondità d'animo, mentre Claudio Santamaria è un simpatico guascone spiantato e idealista, pronto però ogni volta a correre in aiuto degli altri nel momento del bisogno, malgrado tutto. E poi ci sono le donne, bravine anche se non all'altezza dei colleghi: Emma Marrone se la cava più che dignitosamente nel suo debutto cinematografico, mentre Micaela Ramazzotti è perfino meno insopportabile del solito nel consueto ruolo di svampita simpatica e incasinata.

Il film parte piano, ingranando a poco a poco: l'incipit è la parte meno riuscita, tanto da far temere il peggior Muccino di sempre, poi però riesce a risollevarsi. Se riuscite a resistere alla banalità dei primi minuti e cercate con pazienza di lasciarvi trasportare da una storia semplice ma ben orchestrata, arriveranno pure momenti di sincero coinvolgimento e commozione: su tutti, il dialogo in macchina tra Favino e la Ramazzotti, la disarmante spontaneità di Rossi Stuart nell'incontro sull'autobus (sempre con la Ramazzotti), la rimpatriata finale (ops... spoiler!) nella notte di San Silvestro, dove i nodi verranno delicatamente al pettine. Certo non mancano le cadute di tono (Favino che porta la figlioletta viziata a visitare la catapecchia dove ha vissuto da "povero") ma nel complesso i 134 minuti scorrono via fluidi e senza intoppi, con la giusta leggerezza.

Così, accompagnati dalle invadenti musiche di Nicola Piovani, a sua volta intervallate dalle languide canzoni di Claudio Baglioni (tra cui quella, originale, che dà il titolo al film), Gli anni più belli tutto sommato piaciucchia e coinvolge: non sarà nè Scola,Fellini e nemmeno Giordana, ma è il film finora più sopportabile e riuscito di Muccino (insieme soltanto, forse, all' "americano" Sette anime) capace se non altro di farti riflettere sulla vita e le sue innumerevoli porte girevoli, oltre che sui valori dell'amicizia e dell'umanità. Gli amici veri sono quelli che restano e si vogliono bene, anche a distanza di anni, di chilometri e di vecchi rancori. Sono quelli che sanno perdonare e spronarti, capirti e consigliarti, comprenderti e farti divertire. Una bella lezione che arriva dritta al cuore.
Di più, davvero, non era lecito chiedere.

7 commenti:

  1. In effetti è piaciuto anche a me ma mi vergognavo a scriverlo!
    Scherzo!
    Un abbrccio e buon weekend.
    Mauro

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    1. Ma dai Mauro! Quale vergogna? :)
      Non bosogna mai avere pregiudizi sui film, anche perchè così spesso ci si precludono belle sorprese... non ho mai fatto mistero di non amare Muccino, ma quando gira un film dignitoso è giusto riconoscerlo. Ci mancherebbe.

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    2. infatti era una battuta: solo gli stupidi non cambiano mai idea!
      Mauro

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  2. Director's cult29 febbraio 2020 11:12

    Mi sa che sono l'unica ad aver apprezzato l'ultimo bacio. Questo non uscirà mai in Uk,ma Favino è apprezzato all'estero, chissà...

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    1. Muccino è abbastanza conosciuto all'estero, grazie anche ai suoi film "americani" di qualche anno fa... non disperare!

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  3. Visto ieri sera. Banaluccio direi. Si salvano giusto gli attori, comunque mal impegnati. Non posso dirmi soddisfatta.

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    1. A me non è affatto dispiaciuto. Credo che Muccino sconti molti pregiudizi nei suoi confronti (magari anche giustificati, eh!). Non dico che riscriverà le classifiche di gradimento ma a me è parso più che dignitoso. Poi ovviamente ognuno ha i suoi gusti.

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