sabato 12 gennaio 2019

VICE, L'UOMO NELL'OMBRA





titolo originale: VICE (USA, 2018)
regia: ADAM McKAY
sceneggiatura: ADAM McKAY
cast: CHRISTIAN BALE, AMY ADAMS, STEVE CARELL, SAM ROCKWELL, ALISON PILL, LILY RABE
durata: 132 minuti
giudizio: 


La vita "straordinaria" di Dick Cheney, da operaio ubriacone nel desolato Wyoming a vicepresidente degli Stati Uniti, nonché uomo ombra di Bush jr. e abile tessitore di fili durante quarant'anni di storia americana. Un uomo capace di cambiare i destini del mondo senza che nessuno mai si accorgesse di lui…



Avviso ai naviganti: Vice di Adam McKay è un grandissimo film, forse il miglior film americano della stagione, e merita davvero di essere visto. Da tutti. Ma se volete apprezzarlo e capirlo ancora più a fondo, consiglio vivamente di andarvi prima a recuperare l'altrettanto splendido La grande scommessa (2015), dello stesso regista, in quanto trattasi di due opere strettamente collegate tra loro, l'una consequenziale all'altra.

Se infatti ne La grande scommessa ci veniva raccontata, in modo irriverente e caustico, del tutto anticonvenzionale, la grande crisi economica e finanziaria americana del 2008 (poi esplosa in tutto il pianeta, e di cui stiamo ancora pagando le conseguenze), in Vice ci vengono invece svelate le ragioni politiche di tale crisi, e non solo. McKay lo fa attraverso una biografia "sui generis" ("abbiamo fatto del nostro meglio, cazzo!") di uno degli uomini più importanti, influenti e "invisibili" degli ultimi quarant'anni, uno di quei potenti (quasi) senza volto che da soli possono cambiare i destini del pianeta.

Dick Cheney (interpretato dal solito, immenso, irriconoscibile Christian Bale, imbolsito e invecchiato per l'occasione) è in gioventù un rozzo operaio alcolizzato, studente fallito, che tira a campare nel desolato Wyoming, uno degli stati più retrogradi e conservatori d'America. Non ha meriti, se non quello di non essersi lasciato sfuggire la persona più importante della sua vita, sua moglie Lynne (la sempre ottima Amy Adams) che riuscirà a staccarlo dalla bottiglia e farlo diventare una persona rispettabile. E lui la ripagherà terminando gli studi e rimboccandosi le maniche, da bravo americano, fino a farsi assumere come impiegato alla Casa Bianca.

Timido, taciturno, schivo, abituato a parlare poco ed aprire bocca solo quando c'è davvero bisogno, ma dotato di un acume politico fuori del comune, il giovane Cheney impara ben presto a districarsi nei corridoi del potere: si fa prima assumere come portaborse di Donald Rumsfeld, uomo di fiducia del presidente Nixon, (interpretato dall'attore-feticcio Steve Carell) e da lì comincia lentamente ma costantemente a scalare le gerarchie del Partito Repubblicano, diventando prima Capo di Gabinetto, poi Segretario alla Difesa, infine consigliere del Presidente George Bush sr., che gli affiderà la gestione degli interventi militari a Panama e in Iraq.

Ma la svolta della sua vita arriverà "solo" nel 2000, quando l'inetto e mediocre George W. Bush (un misurato Sam Rockwell) nel disperato tentativo di smarcarsi dall'ingombrante figura paterna, proverà a convincerlo ad accettare il ruolo di vicepresidente in modo da poter avere un uomo di esperienza accanto a sé, in grado di aiutarlo nella difficile gestione del Paese. Cheney in un primo momento vorrebbe rifiutare e ritirarsi a vita privata, immaginandosi finalmente sereno e rilassato nel sua immenso ranch in Wyoming (e qui - genialata! - McKay fa scorrere i titoli di coda del film) ma poi, non riuscendo a resistere alla sete di potere, capisce che dalla sua posizione apparentemente defilata potrà disporre a suo piacimento di un presidente imbelle e senza qualità, imponendogli in qualsiasi momento le sue scelte politiche.

E qui il film decolla, esaltando e insieme "agghiacciando" lo spettatore: lo stile è lo stesso de La grande scommessa, ovvero sarcastico, feroce, frenetico, esilarante e terribile insieme, perfetto nel mostrarci quanto i destini del mondo siano in realtà nelle mani di pochissime persone, che manovrano i fili della politica agendo indisturbati. Cheney è stato responsabile diretto di molte delle più immani tragedie degli ultimi decenni (la guerra in Iraq, costruita su notizie false, la finta caccia all' ISIS, il terrorismo internazionale) e indirettamente dell'impoverimento economico e culturale del proprio paese e del mondo intero, condizionando le scelte politiche di quasi tutti i governi allineati. Personaggio cinico, sfuggente, con l'hobby della pesca (la cui metafora del pesce che abbocca all'amo viene usata ripetutamente nel film) che Christian Bale riesce a impersonare con impressionante realismo, senza mai scadere nel ridicolo malgrado il tono farsesco della pellicola.


Sarebbe però riduttivo (e sbagliato) liquidare Vice come l'ennesimo biopic su un politico contemporaneo, uno one-man-show tagliato a misura del suo protagonista. Non è affatto così: Vice è un grande film corale e sorprendente, che funziona proprio grazie alla sua visione collettiva di un sistema di potere che gioca sulla pelle delle ignare persone comuni. E'soprattutto uno spaccato lucidissimo e beffardo, ironico ma anche tragico, di quarant'anni di storia americana, vista dalla parte di chi conduce il gioco (esattamente come accadeva ne Le grande scommessa). Correte a vederlo: il retrogusto sarà amarissimo... ma vi divertirete come matti!

11 commenti:

  1. Ciao Saurino, come sempre recensione bellissima e in più molto appassionata. Ho trovato curioso che tu pubblicassi oggi la recensione e domani pubblicheremo noi o meglio sarà Elena su Over There, domani verso le 11. Sono due recensioni diverse le vostre ma riflettono tutte e due sul mondo della politica e sul fatto che bisogna essere spietati per salire in cima. Ti piacerà la conclusione XD. Mi permetto un consiglio, a proposito di politiche e disastri causati dagli Usa, consiglio vivamente la serie di Amazon Prime, Jack Ryan. Contrariamente ai film, tutti molto action, poca riflessione e molto manichei, questa serie sembra seguire meglio i libri di Clancy e le sue riflessioni sul mondo intero. Il pilot, per me, è stato un pugno nello stomaco. Mi è venuta in mente quando hai citato la guerra in Iraq.
    Buona serata

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    1. Ho letto la vostra recensione, molto carina... anche se io ho apprezzato molto di più il film: per me, al momento, è il più bel film americano della stagione! La conclusione però è davvero perfetta ;)

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  2. Visto ieri. Assolutamente geniale e farsesco, proprio come dici te. Bale è forse il miglior attore vivente al momento: si mangia il film! Grazie del consiglio.
    Un abbraccio.
    Mauro

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    1. non so se Bale sia il migliore in assoluto... certo è uno dei migliori: la sua trasformazione fisica e artistica è davvero impressionante! Però non sono d'accordo sul fatto che si "mangi" il film: questo è un grande film corale, dove tutte le pedine si muovono funzionali al progetto e lo sguardo d'insieme è potentissimo. Non è affatto il classico "One man show" costruito tutto sulle spalle del protagonista

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    2. assolutamente no! è vero, sono tutti bravissimi. Però lui è quello che compie la maggiore trasformazione, non c'è niente da fare.
      Buona giornata!

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  3. Il film che Michael Moore non riesce più a fare! ;)

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    1. non sei la prima che lo fa notare, e sono d'accordissimo: la satira pungente, cattiva, unita alla genialità di certe scelte registiche ricordano molto il Michael Moore dei tempi migliori. Per certi versi "La grande scommessa" secondo me era ancora più simile, anche se qui, certo, c'è tutto il discorso politico che è molto più accentuato.

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  4. Sono molto contento di leggere una recensione così entusiasta di una pellicola rispetto alla quale nutro grandi aspettative, soprattutto se scritta da te: spero di recuperarlo in settimana.

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    1. Ti ringrazio per la stima: conoscendoti, credo che piacerà molto anche a te. Sappimi dire... e buona visione, caro Ford!

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  5. Concordo pienamente: tra i film in gara in questa stagione di premi è quello che più mi ha catturato. Non solo Christian Bale ma un intero cast che rende questo film davvero incontenibile con il suo frizzante quanto tagliente ritmo. Davvero pazzesco!
    Mi mancano ancora The Favorite e Green Book però ;)

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    1. Direi che la pensiamo allo stesso modo al 100% :)
      Per quanto riguarda "Green Book" sono curioso anch'io (da quello che si sente il giro pare sia il no.1 nelle preferenze dell' Academy) mentre "La Favorita" è un bel film di attrici, ma a livello contenutistico per me abbastanza inferiore a "Vice".

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