sabato 1 febbraio 2020

ODIO L'ESTATE


titolo originale: ODIO L'ESTATE (ITALIA, 2020)
regia: MASSIMO VENIER
sceneggiatura: DAVIDE LANTIERI, MICHELE PELLEGRINI, MASSIMO VENIER
cast: ALDO BAGLIO, GIOVANNI STORTI, GIACOMO PORETTI, MARIA DE BIASE, CARLOTTA NATOLI, LUCIA MASCINO, DAVIDE CALGARO, SABRINA MARTINA, EDOARDO VAINO, MASSIMO RANIERI, MICHELE PLACIDO
durata: 110 minuti
giudizio: 



Tre uomini che non si conoscono si ritrovano, a loro insaputa e per un errore dell'agenzia, a condividere insieme alle rispettive famiglie la stessa casa presa in affitto per le vacanze estive. La convivenza forzata all'inizio sarà traumatica, ma poi pian piano i rapporti cambieranno...



Anch'io odio l'estate, o quantomeno non la amo... l'ho sempre considerata una stagione falsa, piuttosto ipocrita, dove il conformismo ci impone di illuderci di stare bene e di rincorrere un divertimento spesso forzato, di facciata, che il più delle volte finisce con l'ottenere l'effetto opposto: le ferie estive diventano così il ricettacolo delle nostre frustrazioni, rimaste latenti durante l'anno. Ovviamente la colpa non è dell'estate in sè ma delle persone, "costrette" mentre sono in vacanza a trascorrere del tempo insieme e magari parlarsi e socializzare, cosa che oggi, proprio nell'era dei social network, succede sempre di meno.

Lo sanno bene Aldo, Giovanni e Giacomo, che sono una "famiglia" da quasi trent'anni e conoscono bene le dinamiche della convivenza di gruppo. Del resto anche la loro carriera assomiglia a quella di una famiglia tipica: l' "innamoramento" dei primi anni, l'ascesa, il successo, poi via via il fisiologico appagamento, la pigrizia, la crisi di mezza età. Diciamola tutta: gli ultimi lavori del trio (sia al cinema che a teatro) erano avvilenti, stanchi tentativi di rinverdire un passato glorioso ancora ben vivo nella mente degli appassionati. Sarà per questo che Odio l'estate rappresenta il loro scatto d'orgoglio, la voglia di rimettersi in gioco, il tentativo di dare un calcio a un passato che (forse) non tornerà più, ma che almeno per una volta vale la pena essere rivissuto. Quest'ultimo film pare essere a tutti gli effetti un commiato in grande stile, un addio nel migliore dei modi. Ma andiamo con ordine.

Il film racconta la storia di tre persone molto diverse tra loro che s'incontrano in circostanze straordinarie: per colpa di un errore dell'agenzia sono costrette, loro e le rispettive famiglie, a trascorrere forzatamente le vacanze estive nella stessa casa. E non saranno certo rose e fiori, anche perchè ognuno di loro ha le proprie belle gatte da pelare: Giacomo (Poretti) è un dentista di successo, stressato dal lavoro e dai soldi, che convive con una moglie frustrata e un figlio dodicenne problematico. Giovanni (Storti) è un bottegaio sull'orlo del fallimento che non ha il coraggio di rivelare a moglie e figlia la crisi del suo negozio. Aldo (Baglio) è in apparenza il più felice dei tre: è un eterno bambinone, nullafacente, ipocondriaco, che ama davvero sua moglie (è l'unico dei tre che ancora riesce a fare sesso) e ha una passione smodata per Massimo Ranieri...

Inutile dire che dopo l'inevitabile scontro iniziale, le incomprensioni, le difficoltà di adattamento e di relazione, i tre nuclei familiari impareranno a conoscersi e sopportarsi, scoprendo che lo stare insieme non è poi così terribile come si crede, anzi. I figli adolescenti s'innamoreranno, le tre mogli diventeranno perfino amiche e sodali "contro" i rispettivi mariti che le trascurano, i tre uomini, per contro, capiranno quanto poco ci vuole per farle sorridere. Una storia volutamente semplice da cui Aldo, Giovanni e Giacomo (che non a caso recitano con i loro nomi veri) gettano la maschera ed estrapolano uno spaccato veritiero e molto personale della società moderna, esplorando con tatto e ironia (e senza alcuna volgarità) le relazioni di coppia.

Odio l'estate è un film davvero ben riuscito, che colpisce per la sincerità e per la cura con cui sono tratteggiati i personaggi, in special modo quelli femminili: con molta umiltà i tre comici si mettono quasi in disparte e lasciano alle tre donne, le rispettive mogli, il compito di condurre il gioco. Le donne sono il vero fulcro della famiglia, coloro che hanno le spalle larghe per reggere il peso delle difficoltà, che nonostante le loro umanissime fragilità riescono sempre a tirar fuori il lato migliore della relazione: ne è l'esempio Carmen (Maria De Biase), la moglie di Aldo, che letteralmente guida (l'auto, ma anche la famiglia) per tutto il tempo, gestendo un figlio scapestrato e un marito infantile. Ma anche Paola (Carlotta Natoli) ha il suo bel daffare per gestire il compagno (Giovanni), un logorroico depresso cui, simbolicamente, mancano le parole ogni volta che deve dire qualcosa di importante. Mentre Barbara (Lucia Mascino), ex ragazza madre, avverte come un macigno la sua condizione di moglie insicura e stressata, tuttavia trova la forza di non rinchiudersi e cercare aiuto, scacciando l'orgoglio e la spocchia da borghese "acquisita".


Odio l'estate è una piena e toccante riflessione sul tempo che passa e sulla paura del domani. E' un film che si scaglia contro i pregiudizi affrettati (molto bello il personaggio di Salvo, il figlio di Aldo, che ha avuto problemi con la giustizia ed è visto da tutti come un mezzo delinquente) e prova a interrogarsi non solo sulla difficoltà di essere mariti, mogli e genitori nell'Italia di oggi, ma anche sulla paura di invecchiare, di ammalarsi e di sprecare tempo prezioso quando il tempo corre via sempre più veloce. E' una commedia dolceamara, malinconica (anzi, malincoMica) ma non nostalgica, con cui i tre comici danno tutta l'impressione, ahimè, di voler salutare il loro pubblico con un ultimo, bellissimo spettacolo...

Tutta la pellicola ha infatti l'aria di un commiato: dall'ironia sulle difficoltà dello stare insieme al finale toccante ma davvero "irreversibile", passando per le tante auto-citazioni dei grandi successi del passato, opportunamente rivedute e corrette. La più bella (ed emblematica) è certamente quella della partita a pallone sulla spiaggia, chiaro riferimento alla celeberrima scena di Tre uomini e una gamba: ma mentre tutti a un certo punto ci aspettiamo di vedere emergere - letteralmente - da sotto la sabbia il testone di Aldo, pronto a schiacciare in rete, ecco che invece ad inzuccare la palla è proprio uno dei ragazzi (nella fattispecie il figlio di Giacomo), ideale passaggio di testimone verso le nuove generazioni in nome di una giovinezza che, come la fama, è sempre passeggera. L'importante è che quel testimone venga sempre raccolto da qualcuno...

10 commenti:

  1. Ho sentito le interpreti ieri in radio a Hollywood Party, e con la mia compagna ci siamo rivelati che andavamo a vedere tutti i loro primi film, poi non sappiamo perché, abbiamo saltato ... a sentire alcune scene alla radio, il riferimento a Ferie d'agosto di Virzì, secondo alcuni critici, ci ha fatto una certa voglia di vederlo. Ora la tua rece malinconica mi convince ancora di più, e se esce dalla mie parti, ci andremo. Nonostante io adori l'estate (ormai la falsità è di tutti i giorni).

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    1. In realtà, secondo me, il paragone con "Ferie d'agosto" è molto forzato: il film di Virzì era un film piuttosto politico, che prendeva in giro i vizi e le virtù della destra e della sinistra.... questo invece indaga soprattutto sugli aspetti sociali e relazionali delle persone, sui rapporti umani, sulla capacità di accettarsi per quello che siamo. E'un film molto più intimo e pochissimo politicizzato. E molto più malinconico.

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  2. Non ci avrei scommesso una lira, anzi un euro, ma ora dopo la tua recensione ci penserò. In effetti avrei tanta voglia di vedere finalmente una commedia fatta come si deve!
    Buon weekend e grazie per l'ennesima dritta.
    Mauro

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    1. Prego, Mauro. Figurati. E' stata una sorpresa anche per me... corri a vederlo, penso che ti piacerà senz'altro!

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  3. Interessante la tua riflessione sull'estate. Non proprio solare, nonostante il nome del blog... :)

    Sono anni che non guardo un film di Aldo, Giovanni e Giacomo ma con questo nuovo titolo finalmente sono tornati a incuriosirmi come una volta. E la tua promozione lascia ben sperare.

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    1. Eh sì, hai ragione: sono un tipo ben poco solare! :)
      E anch'io era una vita che non vedevo un film di AG&G, gli ultimi mi ero rifiutato... poi un mio caro amico, fedele compagno di visioni, mi ha convinto a dargli una chance: alla fine è proprio come nel film, bisogna evitare i pregiudizi!

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    1. anche a me... fin dai tempi (gloriosi) di Mai dire gol! Ma negli ultimi anni si erano davvero persi. Questo film è stata una piacevole sorpresa.

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  5. Interessante. Io li ho amati fino a Chiedimi se sono felice, poi via via sono scivolati via. Spero davvero che questa estate possa riportarli dov'erano.
    Del resto, dal canto mio, l'estate la adoro.

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    1. Più o meno come me. Anch'io credo di essermi fermato a "Chiedimi se sono felice", e anch'io avevo molti dubbi. Però mi sono felicemente ricreduto.

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